BIBBONA – Sono in fase di ultimazione a Bibbona, in provincia di Livorno, gli interventi di adeguamento e sistemazione idraulica della cassa di espansione sul Fosso della Madonna. L’opera, dal valore complessivo di circa 3 milioni di euro, è stata affidata dalla Regione Toscana al Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa con lo scopo di mitigare il rischio di alluvioni che minaccia l’abitato della frazione de La California, oltre alla viabilità principale e alla vicina linea ferroviaria.
Il progetto è nato per dare una risposta a criticità storiche del territorio. Durante le precipitazioni più intense, la zona è infatti soggetta a esondazioni che in passato hanno provocato allagamenti con oltre 50 centimetri d’acqua nelle aree residenziali. I calcoli idraulici hanno dimostrato che la vecchia struttura non era più adeguata a gestire le ondate di piena, rese sempre più abbondanti dalle recenti variazioni climatiche.
La nuova infrastruttura copre una superficie di 9,5 ettari e funziona come un grande serbatoio temporaneo. Durante le forti piogge, l’area trattiene l’acqua in eccesso per poi rilasciarla gradualmente nel fosso, impedendo che un volume eccessivo si riversi tutto insieme verso valle. A regime, la cassa potrà contenere fino a 500.000 metri cubi d’acqua. In caso di eventi estremi, la portata del corso d’acqua in direzione delle case verrà ridotta da oltre 70 a circa 42 metri cubi al secondo.
Il cantiere ha previsto il consolidamento e il rialzo degli argini, allargati fino a quattro metri nella parte superiore per permettere il transito in sicurezza dei mezzi di manutenzione. L’intervento ha seguito criteri di tutela ambientale: tutta la terra scavata è stata riutilizzata per costruire le nuove sponde perimetrali, ed è stato previsto l’inerbimento completo degli argini nel rispetto della vegetazione autoctona.
L’infrastruttura è stata oggetto di un sopralluogo da parte del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, del sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika e dei vertici del Consorzio.
“Un intervento da 3 milioni di euro che ci consente di essere preparati ad un rischio che negli ultimi anni è sempre cresciuto”, ha affermato Giani, sottolineando come anche corsi d’acqua solitamente asciutti possano trasformarsi rapidamente in una minaccia. “Come Regione Toscana pensiamo che di tutte le opere infrastrutturali quelle che riguardano la difesa del suolo siano al primo posto per importanza”.
Sull’importanza di agire prima dell’emergenza si è concentrato Dika: “La prevenzione è la politica che si vede di meno, ma è quella che protegge di più. Continuiamo a investire per mettere in sicurezza la Toscana, perché ogni euro speso prima di un’emergenza vale molto più di quelli necessari a riparare i danni dopo”.
La chiusura formale del cantiere è attesa a breve. “Con quest’opera, che sarà completata entro la fine del mese, consegniamo al territorio un’infrastruttura fondamentale”, ha concluso Francesco Filippi, presidente del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa. Filippi ha ricordato che, pur non potendo azzerare del tutto il rischio idraulico di fronte a fenomeni meteo sempre più intensi, l’intervento garantisce un abbattimento drastico delle superfici allagabili e dell’altezza dell’acqua in caso di piene.



