LIVORNO – Livorno lancia la sua sfida. C’è l’ambizione e c’è la voglia di sognare in grande. La città labronica si candida ufficialmente a Capitale italiana del Mare 2026.
A presentare la proposta è il sindaco Luca Salvetti. Il primo cittadino affida il lancio a una riflessione profonda, nata da un vecchio dialogo con un pescatore del posto. C’è una differenza sostanziale tra una città che sorge semplicemente sul mare e una città che è di mare. Livorno appartiene con orgoglio a questa seconda categoria.
Non è solo una questione di geografia. Qui il mare è identità, cultura e motore economico quotidiano. La storia lo conferma: Livorno è nata oltre quattro secoli fa attorno a una fortezza costiera. Si è espansa grazie al suo porto commerciale, strategico per l’intera Toscana. Vive della sua tradizione cantieristica, della pesca, del turismo balneare e del prestigio della sua Accademia Navale.
La candidatura non nasce dal nulla. Il terreno è stato preparato nel 2024 con la prima edizione della Biennale del Mare e dell’Acqua. Quell’evento ha dimostrato la capacità della città di unire economia, scienza e cultura in una visione moderna di città mediterranea.
Quel percorso si evolve nel concetto di Battitoltremare. È la sintesi di un legame indissolubile. Un rapporto viscerale che da secoli condiziona la vita, il lavoro e le speranze di ogni livornese. “Bisogna essere ambiziosi per la propria città”, spiega Salvetti. Livorno è pronta a navigare verso questo nuovo traguardo.



