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Omicidio Bongiorni, nuove versioni dall’interrogatorio di garanzia per i due indagati maggiorenni

Uno si dichiara estraneo, l'altro parla di provocazione degenerata in rissa. Piantedosi in parlamento: "Attenzione al tema della violenza giovanile"

MASSA – Si apre il fronte delle difese nel caso del brutale omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne viareggino ucciso in piazza Felice Palma a Massa. Al termine degli interrogatori di garanzia, i legali dei due maggiorenni rumeni fermati, Alexandru Miron ed Eduard Carutasu, hanno delineato strategie che puntano a ridimensionare le responsabilità dei propri assistiti, mentre il caso scuote i vertici del governo a Roma.

L’avvocato Giorgio Furlan, difensore di Miron, ha dichiarato che il suo assistito contesta ogni addebito, professandosi “dispiaciutissimo” ma totalmente estraneo alla fase dell’aggressione che ha portato alla morte del padre 47enne. Secondo la tesi difensiva, Miron non avrebbe nemmeno sfiorato la vittima. Di segno parzialmente diverso la versione fornita da Carutasu al gip: il giovane, assistito dall’avvocato Enzo Frediani, ha ammesso la discussione tra i due gruppi, sostenendo però che la lite sembrasse conclusa finché Bongiorni non sarebbe tornato verso di loro sferrando una testata a uno dei presenti, mentre il cognato della vittima si sarebbe “fatto sotto”. Una ricostruzione che tenta di inquadrare la tragedia in un contesto di provocazione e rissa degenerata.

La vicenda è approdata intanto alla Camera dei Deputati durante il question time. Il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, ha espresso la propria vicinanza ai familiari di Bongiorni, sottolineando come gli autori siano stati prontamente assicurati alla giustizia grazie al lavoro delle forze dell’ordine. Il ministro ha però evidenziato come l’episodio imponga una “seria riflessione sulla crescente violenza giovanile”, un fenomeno che affonda le radici in dinamiche familiari e sociali sulle quali il governo ha promesso di mantenere la massima attenzione.

Mentre le versioni dei difensori cercano di incrinare il quadro accusatorio, la procura prosegue nell’analisi delle immagini della videosorveglianza, tassello fondamentale per verificare se la sequenza dei colpi corrisponda a quanto dichiarato dagli indagati.

Resta il dolore di una comunità che, dopo la fiaccolata di ieri, attende ora che la giustizia faccia chiarezza sulle responsabilità di chi ha trasformato una lite per un richiamo verbale in un omicidio.

© Riproduzione riservata

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