MASSA – Il bisturi della Guardia di Finanza di Massa Carrara ha reciso una fitta rete di evasione fiscale internazionale che vedeva come protagonista un noto medico chirurgo estetico della zona.
L’operazione, conclusa proprio in queste ore, ha portato alla luce un tesoretto nascosto all’estero e ricavi mai dichiarati per oltre mezzo milione di euro. Per il professionista, già finito in manette nei mesi scorsi nell’ambito di un’inchiesta della procura di Massa, si profila ora una mazzata fiscale pesantissima: le Fiamme Gialle gli contestano un’evasione Irpef superiore ai 200mila euro, a cui si aggiungono oltre 27mila euro di Iva non versata.
L’indagine è stata un vero e proprio lavoro di precisione forense. Tutto è partito dall’analisi dei telefoni cellulari sequestrati al chirurgo, dai quali i finanzieri hanno estratto una lista di oltre 350 clienti. Incrociando i dati e ascoltando i pazienti, è emerso un collaudato sistema di pagamenti in nero che venivano poi dirottati su due conti correnti esteri. Questi rapporti bancari, formalmente intestati ai genitori del medico per sviare i sospetti, fungevano da veri e propri conti d’appoggio per occultare i guadagni fuori dai confini nazionali.
Per scardinare il muro di segretezza, le Fiamme Gialle di Massa Carrara hanno attivato i canali di assistenza amministrativa internazionale, ottenendo dalle autorità fiscali straniere tutta la documentazione bancaria necessaria.
Le carte hanno confermato il sospetto: il chirurgo operava in Italia, ma i profitti delle sue prestazioni volavano all’estero, lontano dal fisco.
Un’attività ‘chirurgica’, come l’ha definita il comando provinciale, volta a ripristinare l’equità fiscale e a sanzionare chi, approfittando di settori ad alta redditività, distorce la concorrenza e sottrae risorse preziose alla collettività.



