PRATO – La situazione all’interno della casa circondariale La Dogaia di Prato torna al centro dell’attenzione della magistratura. A rendere noto l’episodio, mercoledì 4 marzo, è stato il procuratore Luca Tescaroli.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, nonostante diversi interventi repressivi avvenuti tra il giugno 2025 e l’inizio del 2026, continuano a verificarsi episodi legati all’introduzione illegale di telefoni cellulari e al traffico di sostanze stupefacenti. Gli accertamenti evidenziano un sistema di approvvigionamento e distribuzione che coinvolgerebbe sia l’interno sia l’esterno dell’istituto.
Un primo episodio risale al 13 febbraio 2026. In quella occasione è stato individuato un pacco postale inviato da un mittente esterno a un detenuto. All’interno del plico gli investigatori hanno trovato circa 10 grammi di cocaina e oltre 200 grammi di hashish, nascosti tra alcune fette di salumi. Il sequestro si inserisce, secondo la Procura, in un contesto più ampio di traffico di droga legato al carcere.
Pochi giorni dopo, il 20 febbraio, nei pressi del muro di cinta della struttura sono stati rinvenuti alcuni pacchetti contenenti hashish, cocaina e dispositivi elettronici. Tra gli oggetti sequestrati figuravano un telefono cellulare Samsung e una chiavetta modem, strumenti che avrebbero potuto consentire l’accesso alla rete internet dall’interno dell’istituto.
Un ulteriore episodio si è verificato il 28 febbraio, quando due giovani – un ventenne di nazionalità tunisina e un diciannovenne italiano – sono stati sorpresi mentre lanciavano tre involucri contenenti sostanze stupefacenti verso l’interno del carcere. Il lancio sarebbe avvenuto in prossimità dell’area del campo sportivo, dove in quel momento erano presenti alcuni detenuti.
Durante il recupero dei pacchi si sarebbe verificata una forte tensione con circa sessanta detenuti, che avrebbero ostacolato le operazioni della polizia penitenziaria con atteggiamenti oppositivi e violenti. L’episodio, sottolinea la Procura, evidenzierebbe le difficoltà operative all’interno dell’istituto, aggravate anche dalla carenza di personale.
Le successive perquisizioni nelle abitazioni dei due giovani hanno portato al sequestro di ulteriori quantitativi di sostanze stupefacenti, tra cui diversi panetti di hashish, oltre a strumenti utilizzati per il confezionamento e la pesatura della droga.
Il cittadino tunisino è stato arrestato e si trova attualmente agli arresti domiciliari, mentre proseguono gli accertamenti della magistratura. La Procura ha inoltre evidenziato il contributo della polizia penitenziaria in servizio alla Dogaia, che ha partecipato alle operazioni investigative.



