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mercoledì 7 Giugno 2023
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Morte David Rossi, nuova commissione parlamentare d’inchiesta

Approvazione unanimità con 233 voti. Il manager Mps trovato morto nel marzo 2013 sotto una finestra del suo ufficio a Siena. Appello famiglia a 'Le Iene'

SIENA – Morte David Rossi, nuova commissione parlamentare d’inchiesta.

Via libera all’unanimità della Camera dei Deputati alla proposta di legge che istituisce una Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, il capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena trovato morto il 6 marzo 2013 sotto una finestra del suo ufficio, a Siena.

Il testo è stato approvato con 233 voti a favore, nessun contrario.

Respinto un emendamento Pd per disporre una durata di 18 mesi per la Commissione parlamentare di inchiesta: “Porre la questione della durata di una Commissione di inchiesta, non è un gesto per tappare la bocca ma un segno di serietà e rispetto. Individuare in 18 mesi la durata della Commissione significa prendere atto che non si parte da zero”, ha detto il deputato  Pd Federico Fornaro.

David Rossi
David Rossi

“Soddisfazione enorme per una votazione all’unanimità” da parte della moglie Antonella Tognazzi: “Resta delusione per emendamento Pd”. Poi: “Dalla nuova Commissione di inchiesta mi aspetto la stessa serietà e dedizione che ha dimostrato la precedente Commissione. Mi auguro siano tutti motivati a riprendere i lavori da dove erano stati interrotti e a continuare gli approfondimenti”.

Antonella Tognazzi con sua figlia Carolina Orlandi “David Rossi il mio secondo padre” in tv a ‘Le Iene’ ha fatto appello alla premier Meloni e alla segretaria Pd Schlein chiedendo giustizia per David Rossi.

La Commissione parlamentare d’inchiesta è composta da venti deputati.

Procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria ed ha facoltà di acquisire copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria o altri organismi inquirenti, oltre a copie di atti e documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari, anche se coperti da segreto. Acquisirà integralmente i materiali e la documentazione raccolti o formati dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, istituita dalla Camera dei deputati nella XVIII legislatura, compresi i resoconti delle audizioni, comprensivi delle parti secretate, e la relazione finale.

Due archiviazioni come suicidio, una sentenza di primo grado che ha rigettato la richiesta di risarcimento nel processo civile intentato contro la banca, il lavoro di una Commissione parlamentare di inchiesta sul caso nella scorsa legislatura e una seconda Commissione che presto inizierà ad occuparsi della vicenda. Sono passati oltre dieci anni dalla morte di David Rossi, precipitato da una finestra della banca Monte dei Paschi a Siena.

E’ la sera del 6 marzo 2013 quando David Rossi viene trovato a terra, ormai senza vita, in vicolo Monte Pio, la strada sulla quale si affacciava il suo ufficio di Rocca Salimbeni.  La procura di Siena apre un fascicolo per istigazione al suicidio, in modo da poter svolgere le indagini, ma gli accertamenti fin dall’inizio propendono per il gesto volontario. E infatti due inchieste vengono archiviate come suicidio. Una tesi respinta con forza dalla famiglia.

Qualche giorno prima della morte, il 19 febbraio, la Guardia di Finanza, su ordine della Procura di Siena, aveva perquisito anche il suo ufficio nell’ambito di un’indagine sull’acquisizione della Banca Antonveneta che non lo vide mai indagato.

Mentre sul fronte giudiziario il caso è archiviato, in parlamento nasce una Commissione parlamentare di inchiesta per indagare.

Intanto gli atti frutto del lavoro della Commissione vengono trasmessi alle procure competenti dando adito a nuovi fascicoli come quello aperto dalla procura di Genova sul sopralluogo dei pm nell’ufficio del manager prima dell’intervento della polizia scientifica. Proprio nei giorni scorsi la procura di Genova ha chiesto l’archiviazione del procedimento per i tre inquirenti ritenendo che nella loro condotta non ci sia stato nessun dolo.

 

 

© Riproduzione riservata

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