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Smascherata ad Arezzo la truffa del falso nipote: due arresti

Chiesti soldi e preziosi a un'anziana per evitare un fantomatico arresto: la polizia ha individuato i responsabili mentre si allontanavano

AREZZO – Un piano studiato nei minimi dettagli, una vittima vulnerabile e il timore del carcere per un familiare: sono gli ingredienti dell’ennesima truffa sventata ieri dalla Polizia di Stato di Arezzo, che ha portato all’arresto di due uomini residenti nella provincia di Napoli. I due, già noti alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, sono ora accusati di truffa aggravata dalla minorata difesa.

Il finto nipote e il ricatto emotivo

L’incubo per un’anziana aretina del 1939 è iniziato intorno alle 12:15, con una telefonata carica di tensione. All’altro capo del filo, un giovane si spacciava per il nipote, sostenendo disperato di trovarsi in Comune per contravvenzioni non pagate per 5mila euro. “Se non pago entro le 13 chiamano i carabinieri e mi portano in carcere”, è stata la minaccia utilizzata per spaventare la donna.

Quando l’anziana ha proposto di andare alla posta per un prelievo, il truffatore l’ha subito dissuasa: “Non c’è tempo, servono subito oro e contanti”. Seguendo le istruzioni, la donna ha raccolto orecchini, anelli e persino la fede nuziale del defunto marito, adagiandoli sul tavolo in attesa di un ‘incaricato dell’Arma’. Poco dopo, una seconda telefonata di un sedicente appuntato dei Carabinieri confermava l’imminente ritiro dei beni per “risolvere la situazione”.

Il colpo e l’inseguimento in centro

Il ‘finto carabiniere’ si è presentato alla porta della vittima pochi minuti dopo, prelevando i gioielli e 450 euro in contanti. Una volta ottenuto il bottino, è fuggito a bordo di un’auto dove lo attendeva un complice. Tuttavia, la fuga è durata poco: una pattuglia della squadra mobile, impegnata in servizi civili contro i reati predatori, ha notato il veicolo sfrecciare ad alta velocità tra le vie del centro, assumendo un atteggiamento sospetto.

Mentre gli agenti in borghese tallonavano l’auto, al 112 Nue è giunta la chiamata del figlio della vittima, che aveva appena scoperto il raggiro. Incrociando i dati sulla zona e sul tipo di veicolo, la sala operativa ha fatto convergere sul posto diverse volanti dell’ufficio Ppevenzione generale e soccorso pubblico.

Il fermo sul raccordo e il recupero della refurtiva

Comprendendo che i sospettati stavano puntando al casello autostradale per lasciare la città, le pattuglie hanno deciso di intervenire sul raccordo Arezzo-Battifolle. La perquisizione del mezzo ha confermato i sospetti degli investigatori: nascosti all’interno del bracciolo centrale sono stati rinvenuti i monili in oro, mentre i 450 euro erano stati occultati sotto il sedile del passeggero.

La riconsegna dei beni e l’arresto

Portati in questura, i due uomini sono stati sottoposti a individuazione fotografica

: la vittima ha riconosciuto senza ombra di dubbio il passeggero come l’uomo che era entrato in casa sua. Particolarmente toccante è stato il momento della riconsegna dei gioielli, tra cui la preziosa fede nuziale, restituiti all’anziana dagli operatori di polizia negli uffici di via Baldaccio d’Anghiari.

Su disposizione della procura di Arezzo, i due complici sono stati trasferiti al carcere locale in attesa dell’udienza di convalida.

© Riproduzione riservata

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