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Accoltellato in strada per rapina a Firenze, scoppia la polemica politica

Il consigliere regionale di Forza Italia Marco Stella accusa il Comune e chiede il vigile di quartiere. Per l'assessore Giorgio la colpa è del governo

FIRENZE – Firenze torna a tremare per un gravissimo episodio di sangue avvenuto lunedì sera (13 aprile), intorno alle 21, nel cuore del quartiere di Novoli. Un uomo di 56 anni è stato accoltellato all’addome durante un tentativo di rapina consumatosi in strada, tra lo sconcerto dei passanti che hanno dato l’allarme. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, la vittima sarebbe stata avvicinata da uno sconosciuto che, sotto la minaccia di un’arma, avrebbe cercato di farsi consegnare denaro o oggetti di valore. Al rifiuto e alla resistenza opposta dal 56enne, il malvivente non ha esitato a colpire, sferrando un fendente dritto all’addome prima di dileguarsi nell’oscurità e far perdere le proprie tracce.

Sul posto è intervenuta immediatamente un’ambulanza del 118 che ha trasportato il ferito d’urgenza all’ospedale di Careggi. Nonostante la profondità della ferita e la violenza dell’aggressione, i medici hanno fatto sapere che l’uomo non si trova al momento in pericolo di vita. Le indagini sono ora affidate ai militari dell’Arma, che stanno setacciando l’area di via di Novoli alla ricerca di testimonianze e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per dare un volto e un nome all’aggressore. L’episodio riaccende prepotentemente il dibattito sulla sicurezza urbana nelle zone periferiche della città, teatro di un’escalation di violenza che questa volta ha rischiato di trasformarsi in tragedia.

“Ormai ogni giorno siamo costretti a commentare un grave fatto di cronaca. Ogni giorno. Non era mai successo che la situazione fosse così grave abbiamo superato il limite e rischiamo di soccombere definitivamente davanti alla sfida della criminalità. Un uomo di 56 anni è stato accoltellato tra via di Novoli e via Forlanini, da un individuo con il volto travisato che cercava di rapinarlo. Fortunatamente non è in pericolo di vita. L’altro giorno, un babbo di 45 anni è stato accoltellato e colpito con una catena da una baby gang davanti al figlio, all’Isolotto. Eppure, nonostante il susseguirsi di episodi di criminalità, chi amministra Firenze si comporta come se andasse tutto bene e non ci fosse alcuna emergenza”. Lo afferma il capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale della Toscana, Marco Stella.

“Ormai a Firenze i malviventi si sentono talmente impuniti da agire sotto gli occhi di tutti, su strade trafficate – accusa Stella -. Questo è indice di una città allo sbando, in cui chi amministra non dà nessuna attenzione alla sicurezza, lasciando proliferare criminalità e degrado. Ogni giorno rapine, risse, aggressioni, tentati stupri, accoltellamenti, spaccate nei negozi. Il Comune è assente, per Palazzo Vecchio la criminalità non esiste. Ma quando verrà approntato un piano di emergenza che affronti la questione alla radice? Quando verrà introdotta la figura del vigile di quartiere, sempre promessa e mai resa operativa? Queste sono le priorità per un’amministrazione comunale che si preoccupa davvero del bene dei cittadini”.

“Quanto accaduto è gravissimo e vogliamo sia fatta chiarezza nel più breve tempo possibile perché il colpevole deve essere assicurato alla giustizia senza tentennamenti. Vorrei esprimere solidarietà alla vittima e ai suoi cari – dice l’assessore comunale alla sicurezza, Andrea Giorgio – La sicurezza è un diritto fondamentale delle persone ma basta guardare la cronaca di questi giorni per rendersi conto dei fatti gravi o gravissimi che si susseguono in tutta Italia, nelle grandi come nelle piccole città: domenica l’aggressione a Massa, qualche giorno prima un accoltellamento a Crema e la lista continua tuti i gironi da nord a sud. Non si tratta di emergenze isolate, ma di un quadro preoccupante che riguarda tutto il paese e che i mostra con evidenza il fallimento totale del governo Meloni sulla sicurezza sia sul versante della repressione che sul versante della prevenzione”.

“Le città attraverso Anci hanno chiesto ascolto e risposte concrete, ma ancora siamo a zero – conclude – Basta propaganda e strumentalità: siano ascoltati i sindaci che non vivono nei palazzi romani ma tra le persone, i sindacati delle forze dell’ordine, gli operatori della giustizia, il mondo della scuola, serve un cambio di passo e collaborazione tra istituzioni, servono risposte concrete, agenti, certezza delle pena e risorse – sia sulla prevenzione che sulla repressione – non chiacchiere o decreti vuoti”.

© Riproduzione riservata

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