FIRENZE – Le sponde dell’Arno a Firenze si preparano ad accogliere un nuovo sistema di protezione contro le piene. Questa mattina, all’altezza del Lungarno delle Grazie, si sono svolte le prove tecniche per il montaggio delle paratie mobili, un passaggio necessario per testare sul campo l’efficacia della rete di difesa idraulica nel tratto urbano della città.
L’obiettivo delle verifiche è calcolare con precisione i tempi di installazione e affinare la logistica del trasporto. Le strutture metalliche, infatti, non rimarranno fisse lungo i parapetti: saranno stoccate all’interno di un magazzino regionale situato a Mantignano e verranno spostate e montate esclusivamente in caso di allerta meteo arancione o rossa, oppure durante specifiche esercitazioni di Protezione civile. Secondo le stime attuali, la procedura di allestimento richiede un tempo massimo di 12 ore, una tempistica che le squadre puntano a ridurre ottimizzando il coordinamento del personale. Durante le fasi di montaggio in situazioni di emergenza, la viabilità e l’accesso ai lungarni potranno subire delle limitazioni per consentire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni.
Il collaudo odierno rientra in un piano più ampio finanziato con 15 milioni di euro provenienti dai fondi del PNRR. Il cantiere interessa entrambe le rive del fiume, nel percorso compreso tra Nave a Rovezzano e Ponte Santa Trinita, dove le chiusure mobili si integrano ad arginature fisse e muri di contenimento. Sul piano idraulico, l’insieme di questi presidi permetterà all’Arno di raggiungere una capacità di deflusso di 3.500 metri cubi al secondo, elevando l’attuale soglia di 3.200 (prima dei lavori post-alluvione del 1966 il limite era fermo a 2.500). L’infrastruttura è calibrata per reggere ondate di piena con tempi di ritorno stimati in duecento anni, agendo in sinergia con il rilascio controllato delle acque dalla diga di Bilancino e, in prospettiva, con il completamento del sistema di casse di espansione nel Valdarno Superiore.
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha assistito alle operazioni dei tecnici, ricordando l’efficacia di strumenti analoghi già impiegati sul territorio toscano: “Le prove operative rappresentano un passaggio essenziale di un intervento del quale abbiamo parlato tante volte. Le paratie mobili arrivano a Firenze non come prima città toscana perché ci sono già a Pisa dove sono risultate fondamentali per la prevenzione almeno in un paio di occasioni”. Giani ha sottolineato l’importanza del lavoro sinergico, ringraziando la Protezione civile, il Genio civile, la Città Metropolitana, il Comune di Firenze e l’Associazione Nazionale Carabinieri Toscana per il supporto logistico e di sorveglianza.
Accanto a lui, il sottosegretario alla presidenza Bernard Dika ha posto l’accento sulla gestione delle emergenze: “Oggi rafforziamo in modo concreto il sistema di difesa idraulica dell’Arno su Firenze. Stiamo verificando sul campo procedure e tempi di intervento per assicurarci che in caso di piena la risposta sia rapida, coordinata e all’altezza delle esigenze della città”.
Il cronoprogramma fissa la piena funzionalità del sistema per il 29 giugno, data in cui si concluderanno ufficialmente i lavori. Interventi minori e di rifinitura potranno richiedere ulteriori due mesi, mentre le procedure di collaudo definitivo di tutte le opere verranno chiuse entro la fine del 2026.



