FIRENZE – Mentre in gran parte dell’Europa i controlli sui neonati sono una prassi obbligatoria, nel nord dell’Albania la mancanza di esami sistematici rischia ancora di condannare i bambini a una vita di cecità o sordità. Per invertire questa tendenza e garantire diagnosi precoci, l’organizzazione di volontariato fiorentina Annulliamo la Distanza e l’azienda ospedaliera Meyer hanno lanciato il progetto The future is now, un’iniziativa resa possibile dal finanziamento dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
Il primo traguardo è stato raggiunto in questi giorni presso l’Ospedale regionale di Scutari. Il professor Enrico Scarano, pediatra, neonatologo ed ex dirigente medico del Meyer, affiancato da Francesca Martini, tecnica audiometrista della medesima struttura fiorentina, ha portato a termine un intenso ciclo di formazione dedicato agli screening uditivi e visivi.
Il passaggio dalla teoria alla pratica è stato immediato. “I risultati sono stati immediatamente visibili”, ha confermato il professor Scarano. “Subito dopo la formazione, infatti, i 30 professionisti coinvolti hanno iniziato ad effettuare gli screening a tappeto, condividendo con noi i registri delle visite. Un esito reso possibile grazie anche alla strumentazione che abbiamo lasciato in dotazione”.
L’obiettivo strategico del progetto è trasformare la struttura di Scutari in un vero e proprio hub sanitario di riferimento per tutto il nord del Paese, un’area che soffre di profonde disparità qualitative rispetto ai centri urbani maggiori. L’intento è arrivare a coprire anche le zone montane più isolate, fornendo supporto ai presidi sanitari di centri come Midherete, Leske e Puka.
Il piano di cooperazione prevede già un secondo step clinico ancora più ambizioso: l’introduzione delle diagnosi per le patologie cerebrali infantili, un tipo di esame attualmente inesistente nell’area di Scutari. L’operazione beneficerà del sostegno della Fondazione Tommasino Bacciotti, che ha permesso l’acquisto di un ecografo portatile da destinare in modo permanente ai medici albanesi.
“Attualmente, stiamo lavorando all’organizzazione di un’altra missione molto importante, per formare i neonatologi sulla diagnosi delle patologie cerebrali, che attualmente a Scutari non viene effettuata”, ha precisato Scarano. “Grazie al contributo della Fondazione Tommasino Bacciotti, infatti, siamo riusciti ad acquistare un ecografo portatile che sarà poi lasciato a disposizione dei colleghi. Si tratta di una formazione senza dubbio più complessa, che richiederà maggiore attività di monitoraggio a distanza. Ma anche questo vuoto va colmato”.
Queste operazioni in terra albanese riflettono la missione storica di Annulliamo la Distanza. L’associazione, fondata a Firenze nel 1997 da un gruppo di amici impegnati nelle adozioni a distanza, opera oggi su scala globale con progetti in Italia, Kenya, Cambogia, Eritrea e, appunto, Albania. Un impegno quotidiano contro la fame e le malattie per arginare le disuguaglianze tra le diverse aree del mondo, sintetizzato nel marchio registrato della onlus: ‘i bambini prima di tutto’.



