ALTOPASCIO – Si chiude la scia di terrore che da mesi teneva in ansia la comunità di Altopascio. Un 33enne di origini tunisine, regolarmente residente ma senza fissa dimora, è stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Lucca, su richiesta della locale procura. L’uomo è accusato di una serie di gravi reati, tra cui violenza sessuale, atti persecutori, violazione di domicilio e molestie.
Le indagini, condotte con determinazione dai militari della stazione di Altopascio, hanno permesso di ricostruire un quadro indiziario inquietante, fatto di pedinamenti e aggressioni mirate verso alcune donne del territorio. La prima vittima, una 62enne, era stata presa di mira già la scorsa estate: l’uomo aveva iniziato ad avvicinarla con insistenza per strada, arrivando a seguirla fino all’abitazione e costringendola, in diverse occasioni, a barricarsi in casa per timore di un’irruzione. Il clima di paura era culminato a settembre, quando il 33enne, con un gesto di inaudita violenza, aveva sfondato a calci la porta d’ingresso dell’abitazione della donna, inseguendola tra le stanze e molestandola, per poi darsi alla fuga solo all’arrivo dei vicini richiamati dalle grida.
Non si era trattato di un episodio isolato. Il 17 gennaio, l’uomo — in evidente stato di ebbrezza dopo aver consumato bevande alcoliche in un bar — aveva preso di mira la barista, molestandola verbalmente e desistendo solo dopo la minaccia della donna di chiamare le forze dell’ordine. L’ultimo, drammatico atto risale allo scorso 15 aprile: l’uomo ha seguito una 59enne fino al suo posto di lavoro, sfondando anche in questa occasione la porta d’ingresso. Le molestie sono cessate solo grazie alla pronta reazione della vittima, che è riuscita a colpire l’aggressore con un vassoio, mettendolo in fuga.
I carabinieri, a conclusione di serrate indagini per tali episodi che stavano destando grande preoccupazione tra la cittadinanza, sono riusciti finalmente ad individuare l’uomo, che è stato poi riconosciuto da tutte le vittime.
L’arresto pone fine a un lungo periodo di allarme sociale che aveva spinto molte donne del territorio a vivere nel timore di incontrare il proprio persecutore. L’uomo si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per rispondere delle pesanti accuse contestate.



