FIRENZE – Il presidio ospedaliero Aou Meyer Irccs segna un rilevante traguardo nell’ambito della dermatologia pediatrica, avviando un protocollo terapeutico all’avanguardia per il trattamento dell’alopecia areata grave. L’istituto fiorentino si colloca tra i primi centri sul territorio nazionale ad aver introdotto l’uso di un innovativo farmaco biologico, attualmente rimborsabile per i pazienti che hanno superato i dodici anni di età.
L’alopecia areata si configura come una patologia di natura autoimmune, caratterizzata dalla caduta, localizzata o totale, di peli e capelli. Il fenomeno interessa fino al 2 per cento della popolazione globale e registra un’elevata incidenza proprio in età pediatrica. Oltre alle evidenti ripercussioni fisiche, la malattia comporta un severo impatto a livello psicosociale: le evidenze cliniche associano frequentemente questa condizione all’insorgenza di stati d’ansia, alterazioni dell’umore e isolamento sociale, dinamiche che colpiscono con particolare durezza i pazienti nelle delicate fasi della preadolescenza e dell’adolescenza.
Il superamento delle terapie convenzionali – storicamente basate su estese e gravose applicazioni topiche notturne di lozioni e creme – è reso oggi possibile da una nuova classe di farmaci: gli inibitori delle Janus chinasi (Jak-inibitori). Nello specifico, l’equipe del Meyer sta somministrando il principio attivo ritlecitinib.
L’assunzione del ritrovato avviene per via orale, tramite una singola compressa giornaliera, capace di inibire in modo mirato i mediatori immunitari responsabili dell’infiammazione che causa la caduta del capello. I riscontri della letteratura scientifica internazionale (tra cui gli studi multicentrici di Sinclair et al., 2023) attestavano già una risposta clinica positiva in oltre il 40-50% dei casi complessi, ma i dati preliminari registrati nel capoluogo toscano appaiono ancora più significativi.
Attualmente, la struttura sta sottoponendo a stretto monitoraggio un primo contingente di dieci pazienti attentamente selezionati. Il responsabile della Dermatologia del polo pediatrico, il dottor Cesare Filippeschi, ha riportato un bilancio estremamente incoraggiante: sebbene i tempi di reazione al farmaco varino da soggetto a soggetto, le evidenze cliniche mostrano tassi di ricrescita che raggiungono il 60/70 per cento alla trentaseiesima settimana di somministrazione, garantendo elevati standard di sicurezza.
Tale successo terapeutico è supportato da un rigoroso modello organizzativo interno. La gestione dell’alopecia all’interno del Meyer non si esaurisce nell’approccio puramente farmacologico, ma prevede la strutturazione di un percorso multidisciplinare. Fin dal momento della diagnosi, il paziente viene preso in carico attraverso indagini immunologiche e, parallelamente, inserito in un ciclo di incontri curato dal servizio di Psicologia ospedaliera, al fine di arginare il profondo disagio emotivo intrinsecamente legato a questa patologia.



