FIRENZE – L’Opera di Santa Maria del Fiore ha formalizzato un vasto piano di interventi strutturali e conservativi destinato a trasformare l’assetto del complesso monumentale di Piazza del Duomo. Il programma, che prevede un impegno economico complessivo superiore ai 60 milioni di euro, si snoda attraverso tre direttrici principali: la messa in sicurezza della torre campanaria, l’ampliamento del percorso museale e il recupero di immobili storici a fini direzionali e residenziali.
L’intervento inedito sul Campanile di Giotto
A partire dal 9 marzo 2026, prenderà il via il primo restauro integrale nella storia del Campanile di Giotto, un’operazione resa indifferibile dal severo deterioramento dei marmi esterni (bianco, Verde di Prato e rosso di Cintoia) e degli apparati decorativi sommitali. Il cantiere, interamente finanziato dall’Ente con oltre 7 milioni di euro, si protrarrà per circa quattro anni.
La logistica dei lavori è stata concepita per non interrompere i flussi turistici: entro metà luglio verrà installato un ponteggio ad alta ingegneria, studiato per minimizzare l’impatto visivo e consentire l’accesso dei visitatori fino alla terrazza panoramica. Le maestranze opereranno con una metodologia “a scendere”, partendo dalla sommità della torre di 85 metri; al termine di ogni fase, l’impalcatura verrà abbassata, restituendo immediatamente alla vista pubblica i settori appena restaurati.
L’espansione del Museo dell’Opera
Parallelamente, proseguono i lavori per il potenziamento del Museo dell’Opera del Duomo, con un traguardo fissato al 2030. Grazie a un investimento di circa 39 milioni di euro – comprendente l’acquisizione del confinante Palazzo Compagni, edificio monumentale di origine duecentesca, e i relativi lavori di adeguamento curati dallo studio Guicciardini & Magni Architetti – gli spazi espositivi raddoppieranno, passando da 6.000 a quasi 11.000 metri quadrati. Il nuovo assetto garantirà un itinerario di visita più organico, integrando aree per mostre temporanee, una sala convegni e una caffetteria con giardino.
La nuova sede direzionale e la strategia residenziale
Il terzo asse del piano riguarda il trecentesco Collegio Eugeniano di via dello Studio, chiuso dal 2012 per gravi criticità statiche. Entro la fine di febbraio termineranno i lavori di consolidamento e restauro, costati 13 milioni di euro, permettendo all’Opera di trasferirvi, entro giugno 2026, i propri uffici centrali e la mensa.
Questa ricollocazione logistica si inserisce in una più ampia visione socio-economica illustrata dal presidente dell’Ente, Luca Bagnoli. Lo spostamento nel Collegio Eugeniano libererà infatti circa 1.500 metri quadrati di spazi precedentemente occupati, che verranno riconvertiti in 17 unità destinate a uso residenziale e commerciale. L’obiettivo dichiarato dell’Istituzione, che vanta 1,4 milioni di visitatori annui, è quello di sottrarre il patrimonio edilizio alle dinamiche della speculazione immobiliare, tutelando la permanenza dei cittadini nel centro storico. A tal fine, l’Opera ha manifestato la disponibilità a valutare ulteriori acquisizioni di palazzi storici fiorentini per destinarli ad abitazioni.



