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Firenze, restauro dei capolavori della Cappella Brancacci con i visitatori sui ponteggi

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FIRENZE – La Cappella Brancacci, il piccolo gioiello contenuto nella chiesa del Carmine che fa parte dei musei civici fiorentini, sarà restaurata ma non chiuderà. Da febbraio il pubblico potrà approfittare dei ponteggi necessari ai lavori come passerelle per poter ammirare per la prima volta a distanza ravvicinata gli affreschi della Cappella Brancacci, realizzati intorno al 1430 e conclusi da Filippino Lippi nel 1480 circa. Un’occasione unica per guardare a distanza ravvicinata i capolavori di Masaccio e Masolino. Una tendenza che arriva dall’estero che trasforma il cantiere in occasione di valorizzazione e fruizione piena dell’opera. Il restauro della Cappella durerà un anno e i lavori fanno parte di un articolato programma di ricerca e di valorizzazione messo a punto da Comune di Firenze, Soprintendenza, Cnr-Ispc di Firenze, OPD Opificio Pietre Dure e la Fondazione statunitense Friends of Florence, in compartecipazione con Jay Pritzker Foundation. per il sindaco Dario Nardella “Poter quasi toccare gli affreschi di solito visti solamente dal basso verso l’alto è davvero emozionante e nei prossimi mesi visitatori e turisti potranno approfittare di questa opportunità davvero unica”.

L’ultimo restauro della Brancacci risale agli anni Ottanta. Nel novembre 2020 la Cappella è stata sottoposta a un primo monitoraggio che aveva messo in luce alcune criticità dal punto di vista della conservazione e la necessità di stabilizzare alcuni potenziali fenomeni di deterioramento presenti sul ciclo pittorico di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi (distacchi dell’intonaco, localizzate perdite di coesione, depositi superficiali incoerenti) oltre che eseguire un generale controllo sulla stabilità dell’intero ciclo pittorico il cui ultimo restauro risale a oltre trenta anni fa. A gennaio ha avuto inizio il monitoraggio sullo stato di salute della Cappella Brancacci a cura di SABAP Firenze (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato) e di CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. L’ultimo restauro della Brancacci risale agli anni Ottanta. Nel novembre 2020 la Cappella è stata sottoposta a un primo monitoraggio che aveva messo in luce alcune criticità dal punto di vista della conservazione e la necessità di stabilizzare alcuni potenziali fenomeni di deterioramento presenti sul ciclo pittorico di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi (distacchi dell’intonaco, localizzate perdite di coesione, depositi superficiali incoerenti) oltre che eseguire un generale controllo sulla stabilità dell’intero ciclo pittorico il cui ultimo restauro risale a oltre trenta anni fa. A gennaio ha avuto inizio il monitoraggio sullo stato di salute della Cappella Brancacci a cura della SABAP Firenze (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato) e del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

 

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