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Intelligenza artificiale e diabete: i successi clinici del San Giovanni di Dio sbarcano a Barcellona

Dalla paziente oncologica all'anziana di 84 anni: gli studi dell'equipe fiorentina dimostrano come l'innovazione possa azzerare le crisi ipoglicemiche nei casi più complessi

FIRENZE – L’innovazione tecnologica applicata alla cura del diabete parla anche fiorentino. L’Azienda Usl Toscana Centro ha partecipato attivamente all’ultima edizione del congresso internazionale ATTD (Advanced technologies & treatments for diabetes 2026), andato in scena a Barcellona dall’11 al 14 marzo. Il prestigioso simposio spagnolo ha acceso i riflettori sulle più recenti frontiere della medicina digitale, focalizzandosi sull’impiego dell’intelligenza artificiale e sui nuovi dispositivi smart per il controllo metabolico.

A rappresentare la sanità locale in terra iberica è stata la struttura di Diabetologia dell’ospedale San Giovanni di Dio, guidata dalla dottoressa Cristiana Baggiore. Durante i lavori, la dottoressa Claudia Colombi ha esposto i risultati del team fiorentino attraverso due poster scientifici. Il fulcro della ricerca si è basato sull’efficacia dei sistemi Aid (infusione automatizzata di insulina), moderni apparati in grado di far dialogare in modo integrato il sensore glicemico e il microinfusore.

L’attenzione dei ricercatori si è focalizzata su due quadri clinici di particolare complessità e fragilità. Il primo studio ha esaminato la situazione di una donna di 56 anni colpita da diabete autoimmune dell’adulto e, parallelamente, da gravi patologie tra cui un quadro oncologico. Fino a poco tempo fa, la sua condizione metabolica appariva di difficile gestione, caratterizzata da repentine oscillazioni degli zuccheri nel sangue e continue crisi ipoglicemiche. Il passaggio alla tecnologia Aid ha ribaltato lo scenario: la paziente non ha più registrato alcun calo glicemico pericoloso. Un traguardo considerato eccezionale dagli specialisti, soprattutto perché ottenuto in un soggetto sottoposto a terapie d’urto a base di immunosoppressori, steroidi e trasfusioni di sangue, per il quale la letteratura medica non fornisce ancora linee guida standardizzate.

Il secondo caso clinico ha invece dimostrato i benefici di questi strumenti nella fascia geriatrica. Protagonista un’anziana di 84 anni, convivente con il diabete di tipo 1 da oltre mezzo secolo. Già abituata all’uso di microinfusori tradizionali, nel 2024 la donna è approdata al sistema automatizzato, ottenendo un drastico miglioramento dei parametri e l’azzeramento degli episodi di ipoglicemia, fattore cruciale per garantire la massima sicurezza nella terza età.

La trasferta catalana ha certificato come gli strumenti digitali più moderni offrano risposte concrete e innalzino la qualità della vita anche nei pazienti più critici. A confermarlo è stata la stessa dottoressa Colombi, che ha descritto la kermesse come un’opportunità preziosa per guardare al futuro delle terapie mediche: “È stata un’occasione per approfondire le conoscenze e vedere in anteprima innovazioni che nei prossimi anni amplieranno le possibilità di cura. È stato anche un momento di confronto utile per condividere il lavoro del nostro team su due casi clinici che mostrano come le tecnologie più avanzate possano fare la differenza nella gestione del diabete tipo 1”.

L’esperienza vissuta a Barcellona ribadisce l’importanza della rete diabetologica toscana nel panorama scientifico europeo, confermando l’impegno costante delle strutture locali nel trasferire le innovazioni tecnologiche direttamente nei percorsi di cura quotidiani dei pazienti.

© Riproduzione riservata

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