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Il progetto ‘Benessere a scuola’ raggiunge 38mila studenti fiorentini: stanziati 167mila euro per gli sportelli psicologici

Un bando da 167mila euro porta gli psicologi nelle aule per contrastare attivamente il disagio giovanile

FIRENZE – L’equilibrio psicologico all’interno degli istituti scolastici si consolida come un elemento strutturale, indispensabile per garantire un proficuo percorso di apprendimento. È questo il principio alla base degli interventi promossi dalla Fondazione Cr Firenze attraverso il bando Benessere a scuola, un’iniziativa che ha visto lo stanziamento di risorse complessive pari a 167mila euro per supportare la tenuta emotiva e relazionale della comunità educante fiorentina.

L’architettura del bando ha generato una risposta massiccia da parte del territorio. Nel corso delle tre scadenze fissate per la presentazione delle domande (distribuite tra i mesi di settembre, novembre e gennaio), sono state formalizzate 38 proposte progettuali. L’adesione ha coinvolto 33 scuole su 37 presenti all’interno della Città Metropolitana di Firenze, raggiungendo una copertura territoriale dell’89%. Sotto il profilo demografico, la misura intercetta un bacino di circa 38mila studenti, rappresentando oltre il 90 per cento della popolazione studentesca complessiva dell’area metropolitana.

Il fulcro operativo del progetto è rappresentato dall’introduzione o dal potenziamento della figura dello psicologo all’interno delle strutture. Tali presìdi non si limitano al supporto degli allievi, ma prevedono in alcune realtà il coinvolgimento diretto delle famiglie e del personale tecnico-amministrativo (Aa).

Negli ultimi mesi, ulteriori nove plessi scolastici hanno attivato i propri servizi di assistenza, unendosi al gruppo di istituti pionieri che avevano già aderito alla prima finestra del 30 settembre scorso. Tra questi ultimi figurano l’Iss Fermi Da Vinci, l’Istituto Peano, il Liceo Pascoli, il Liceo Rodolico, l’Iis Chino Chini, l’Is Salvemini Duca d’Aosta, l’Isis Enriques di Castelfiorentino, l’Is Checchi di Fucecchio e l’Istituto Balducci di Pontassieve.

Per valutare l’impatto delle azioni intraprese, nel mese di gennaio 2026 è stata condotta una prima fase di monitoraggio su un campione di venti istituti. I dati raccolti certificano la validità degli sportelli di ascolto, i quali operano in modo efficace non soltanto come risposta clinica individuale, ma soprattutto come strumenti di prevenzione del disagio giovanile.

Le strategie messe in campo dalle istituzioni mirano a superare la logica dell’intervento emergenziale o accessorio. L’obiettivo ultimo del programma è infatti la costruzione di un solido modello organizzativo, capace di generare una cultura del benessere e una rete di supporto che risultino replicabili e strutturali nel lungo periodo.

© Riproduzione riservata

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