Schlein come Befana per sindaco di Trieste, sindaca di Firenze: “Gesto che abbassa livello dibattito pubblico”
Bufera sindaco Dipiazza, Forza Italia, autore post sessista rivolto a segretaria Pd: "Tanti auguri Befana". Sindaca Funaro: "Politica ha dovere combattere questi stereotipi". Assessora regionale Nardini: "Sindaco si dimetta. Non può rappresentare istituzioni". Deputato Furfaro: "Sessismo becero". Il precedente del sindaco di Grosseto
FIRENZE – E’ bufera dopo il post pubblicato da Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, rivolto a Elly Schlein. Post in cui Dipiazza, Forza Italia, nel giorno dell’Epifania veste da Befana la segretaria nazionale Pd scrivendo “Tanti auguri Befana”.
Post Fb sindaco Roberto Dipiazza
Un post sessista che ha un precedente in Toscana con un altro sindaco sempre nei confronti di Elly Schlein. Circa tre anni fa, a ridosso delle primarie che elessero Schlein segretaria Pd, Antonfrancesco Vivarelli Colonna postò Schlein accostata a foto di cavalli e dromedari, aggiungendo: “Ma per 2 euro chi volevate, Belen?”. Un gesto di cui poi Vivarelli Colonna, recentemente approdato in Forza Italia, si scusò.
Non si fermano le reazioni dopo il post di Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste.
(Foto Fb sindaco Roberto Dipiazza)
Sara Funaro, Pd, sindaca di Firenze, via social mercoledì 7 ottobre: “C’è un limite che non dovrebbe mai essere superato. Deridere una donna impegnata nella vita pubblica con stereotipi offensivi non è confronto, non è ironia, non è satira: è un gesto che ferisce e abbassa il livello del dibattito pubblico. La politica ha il dovere di battersi contro questi stereotipi, non di assecondarli. Anche la destra deve smettere di tollerare e giustificare certi linguaggi. A Elly Schlein la mia solidarietà”.
Alessandra Nardini, Pd, assessora Regione Toscana: Il sindaco di Trieste che posta una immagine di Elly Schlein vestita da befana, con la frase: “Tanti auguri Befana”, dovrebbe vergognarsi e chiedere immediatamente scusa. Anzi, per quanto mi riguarda dovrebbe proprio dimettersi, perché non credo che un uomo che si rivolge così ad una donna possa rappresentare le istituzioni.
Questa non è satira. Questo è sessismo, misoginia, body shaming. È un gesto inammissibile. E non c’entra nulla che il bersaglio sia la segretaria nazionale del partito a cui appartengo, avrei fatto lo stesso post se si fosse trattato di una donna di destra.
Il tema è esattamente questo infatti: ad essere attaccata ancora una volta è una donna, criticata non per le sue posizioni politiche, ma per il suo aspetto, con la volontà di denigrarla e umiliarla. Sarebbe successa la stessa cosa se il segretario del principale partito di opposizione fosse stato un uomo? La risposta è facile, scontata: no, non sarebbe mai successo.
E quando ad avere questo atteggiamento verso una donna è un uomo delle istituzioni, che dunque dovrebbe dare l’esempio, è ancora più inaccettabile.
In un Paese in cui noi donne siamo già discriminate in tutti gli ambiti, in cui subiamo violenza quotidianamente, è questo il messaggio che un sindaco sceglie di mandare? Il sindaco Dipiazza non fa ridere nessuno, anzi, dovrebbe far piangere e vergognare tutte le donne e gli uomini del suo schieramento politico che dovrebbero immediatamente dissociarsi.
E non si pensi di minimizzare, perché quest’uomo è lo stesso che pochi giorni fa aveva affermato, riferendosi ad una consigliera comunale: “Non mi sono mai fatto comandare da una donna“, senza poi nemmeno volersi scusare.
In pochi giorni due episodi che dimostrano quale è la cultura della destra, purtroppo. Ecco perché non vogliono l’educazione alla parità e alle differenze nelle scuole: per continuare a far sì che altri uomini crescano pensando di essere simpatici a fare post squallidi di questo tipo contro noi donne”.
Jacopo Melio, Pd, consigliere Regione Toscana: “Sono sempre loro, sempre a destra, alla faccia dell’ “odio della sinistra”. Proprio come accaduto per Isacco Cantini, FDI, l’intolleranza e l’incapacità morale di certi esponenti non è un semplice “scivolone” ma qualcosa di ben radicato nella cultura dei loro schieramenti: infatti costoro non fanno politica e non sono davvero interessati alla “cosa pubblica”, ma preferiscono alimentare divisione con attacchi personali inqualificabili.
E intanto i loro partiti continuano a minimizzare, giustificare o peggio ancora tacere. Caro Dipiazza, se avesse anche solo un decimo delle capacità politiche di Elly Schlein che grande sindaco sarebbe… Che imbarazzo, davvero”.
Marco Furfaro, deputato toscano Pd: “C’è un sindaco di una grande città italiana che, mentre guida un Comune, trova il tempo di aprire Facebook, prendere un fotomontaggio di Elly Schlein travestita da Befana e postarlo come se fosse una battuta brillante.
Il sindaco è Roberto Dipiazza, primo cittadino di Trieste. L’anno è il 2026.
Pochi giorni prima aveva spiegato, interrompendo una consigliera comunale, che lui non si fa “comandare da una donna”.
Ora il cerchio si chiude: quando una donna fa politica, per lui diventa una caricatura.
Ed è quasi tenero vedere la destra indignarsi per qualsiasi frase o scritta anonima su un muro, salvo poi non dire una parola su un sindaco che diffonde il sessismo più becero contro un’avversaria.
La politica è conflitto, anche duro. Ma quando scende a questo livello, smette di essere politica e diventa solo odio e degrado. Solidarietà a Elly Schlein.
E che imbarazzo il silenzio di chi, come Giorgia Meloni, passa i giorni a fare vittimismo ma poi non è in grado di prendere le distanze neanche questa volta”.