FIRENZE – Smantellata a Firenze una centrale del falso impegnata a “truccare” i flussi migratori per favorire l’ingresso di stranieri in Italia. Su delega della Procura, la squadra mobile della questura, insieme all’Ispettorato del lavoro, ha dato esecuzione nella giornata di oggi (16 febbraio) a due ordinanze di custodia cautelare: una in carcere per un cittadino del Bangladesh, gestore di diverse attività commerciali tra Firenze e Londra, e una ai domiciliari per una complice italiana.
L’inchiesta mette a nudo un sistema cinico che sfruttava le maglie del cosiddetto Decreto Flussi. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati creavano documentazione ideologicamente falsa per indurre in errore le prefetture e ottenere il nulla osta necessario per far arrivare stranieri — principalmente dal Bangladesh — nel nostro paese. Una volta ottenuto il visto e superato il click day grazie ad abusi strumentali, i migranti entravano in Italia ufficialmente per un lavoro subordinato che, nei fatti, non esisteva o veniva destinato ad altri scopi, alimentando il circuito dell’immigrazione illegale.
L’operazione odierna non è che l’ultimo atto di una più ampia indagine che aveva già portato ad altri due arresti prima dell’estate. Fondamentale per la svolta è stato il contributo di uno dei primi arrestati che ha deciso di collaborare con gli inquirenti: le sue dichiarazioni, già ritenute attendibili dal giudice e confermate da una sentenza definitiva, hanno permesso di individuare nuovi episodi di reato e la partecipazione di altri soggetti. Oltre ai due arrestati di oggi, il Gip ha già fissato gli interrogatori di garanzia per altri tre indagati (due albanesi e un italiano).
Le accuse sono pesanti: induzione nel falso ideologico in atto pubblico e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.



