ROMA – Dallo Stadio Olimpico di Roma la Fiorentina rientra con un punto che muove la classifica, ma che non può non lasciare una scia di profondo rammarico per le modalità con cui è maturato. Il 2-2 finale contro la Lazio è l’esito di una gara dai due volti, interpretata con intelligenza tattica e grande carattere dalla formazione toscana, capace di ribaltare l’inerzia sfavorevole prima di capitolare su un episodio evitabile in pieno recupero. Quella che poteva essere la serata del colpaccio esterno si trasforma in un pareggio che, analizzato a freddo, certifica comunque la salute mentale del gruppo.
La prima frazione di gara è stata lo specchio di un tatticismo esasperato, dove la paura di concedere spazi ha prevalso sulla fluidità di manovra. La Fiorentina ha dovuto gestire una situazione disciplinare complessa fin dalle prime battute: le ammonizioni precoci di Pongracic e Gosens (tra il 20′ e il 21′) hanno costretto la retroguardia a un surplus di attenzione, limitando l’aggressività nei duelli. Nonostante una Lazio propositiva dalla distanza e sui calci d’angolo – e costretta a rivedere i piani per l’infortunio di Basic, rilevato da Vecino – il muro eretto davanti a Terracciano ha retto fino all’intervallo, congelando lo 0-0.
La partita si è infiammata, quasi per reazione chimica, nella ripresa. Al 52′ l’equilibrio si è spezzato con l’inserimento centrale di Cataldi, abile a sfruttare il corridoio aperto da Vecino. È in questo frangente, però, che la Fiorentina ha mostrato il suo volto migliore: la reazione non è stata nervosa, ma ragionata. Appena quattro minuti dopo lo svantaggio, al 56′, le geometrie di Fagioli – vero fulcro della manovra viola – hanno innescato Gosens, il cui sinistro chirurgico ha ristabilito la parità, cancellando le scorie del primo tempo.
Il finale è stato un crescendo drammatico, scandito dagli interventi arbitrali e dalla tecnologia. All’89’, quando la gara sembrava incanalata verso il pari, l’intervento del VAR ha sanzionato un fallo di Gila su Gudmundsson. L’islandese, glaciale dagli undici metri, ha firmato il sorpasso che pareva definitivo. Tuttavia, l’Olimpico ha riservato l’ultima emozione al 94′: un’ingenuità di Comuzzo su Zaccagni ha offerto alla Lazio la chance insperata dal dischetto. Pedro non ha tremato, fissando il 2-2 al 95′ e negando ai viola una vittoria che, per la capacità di soffrire e reagire mostrata, sarebbe stata un premio meritato.
Il presidente Commisso e la sua famiglia dopo aver seguito la partita hanno chiamato al telefono il dg Ferrari e commentato: ’’Avanti cosi non era facile, un altro punto messo da parte. Bravi ragazzi, continuate cosi’’.
Il tabellino
LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari (80’ Hysaj), Gila, Romagnoli, L. Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Basic (29’ Vecino); Isakesen (72’ Pedro), Cancellieri, Zaccagni. All. Sarri.
FIORENTINA (4-3-1): De Gea; Dodo, Comuzzo, Pongracic, Gosens (69’ Ranieri); Fagioli, Mandragora, Ndour (68’ Solomon); Gudmundsson (92’ Mari), Piccoli (61’ Kean), Parisi (92’ Nicolussi Caviglia). All. Vanoli.
RETI: 52’ Cataldi (L), 56’ Gosens (F), 88’ Gudmundsson (F), 90’+5′ Pedro (L).
NOTE: Ammoniti: Pongracic (F), Gosens (F), Cancellieri (L), Parisi (F), Fagioli (F), Zaccagni (L), L. Pellegrini (L), Nicolussi Caviglia (F).



