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‘Better Regulation’, Bruxelles vuole norme più semplici: “Non sempre di più è meglio”

Norme su come scrivere le norme. Potrebbe sembrare l’apoteosi della tendenza regolatoria di Bruxelles, ma l’intento è assolutamente nobile e ampiamente condiviso: avere leggi più semplici, chiare e più efficienti nell’applicazione. È ‘Better Regulation‘, il piano che la Commissione europea ha presentato ieri con il fine di modernizzare il processo legislativo dell’Ue. Con un occhio agli europei e, soprattutto, alla competitività, che dovrebbe essere favorita da norme più lineari, meglio concepite e più facili da attuare e più difficili da eludere.

“L’Europa ha bisogno di una legislazione chiara e coerente che risponda pienamente alle esigenze dei nostri cittadini e delle nostre imprese”, ha spiegato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione sottolineando un punto cardine, e cioè che la semplicità sarà applicata “fin dalla progettazione”, garantendo “che ogni norma sia supportata da solide prove”. “È sempre meglio partire dalle basi giuste piuttosto che dover cambiare rotta in seguito”, ha concordato Valdis Dombrovskis, commissario per l’Economia e la Produttività, Attuazione e Semplificazione.

Dal ‘semplicity by design’ alla lotta alla complessità

Più nel dettaglio, sono cinque gli ambiti di intervento:

Semplicità fin dalla progettazione: le leggi dell’Unione devono essere facili da comprendere, applicare e far rispettare. Caratteristiche che devono essere pensate “fin dalla progettazione” di ogni proposta, garantendo chiarezza su chi deve agire, come conformarsi e quali sono le conseguenze dell’inadempimento.

A tal fine, la Commissione invita i colegislatori a garantire che i principi di ‘semplicità nella progettazione’ e di migliore regolamentazione – maggiore sussidiarietà (l’Ue agisce solo quando necessario) e proporzionalità (l’azione non deve superare ciò che è necessario per raggiungere gli obiettivi) – siano applicati in ogni fase del processo legislativo.

Rafforzamento del quadro normativo per una migliore regolamentazione: ovvero del quadro che definisce i principi che la Commissione segue nella preparazione di nuove iniziative. È già tra i più avanzati al mondo e verrà ulteriormente migliorato per accrescere la trasparenza, il coinvolgimento delle parti interessate e l’efficienza. Tra i criteri d’azione, valutazioni di impatto, requisiti chiari per l’uso di procedure urgenti. consulenze meglio coordinate, con tempistiche ottimizzate.

Pulizia profonda della normativa: per mettere ordine nel vasto corpus legislativo già esistente, un piano d’azione affronterà le incongruenze, le sovrapposizioni e le disposizioni eccessivamente complesse in 12 aree prioritarie (libera circolazione di beni e servizi, servizi finanziari, dogane, tassazione, salute e sicurezza alimentare, agricoltura, trasporti, energia, clima, ambiente, digitale, alloggi e autorizzazioni). Prevista una Piattaforma di Semplificazione, per supportare gli sforzi di riduzione del carico.

Contrastare l’eccessiva burocrazia: la Commissione aiuterà gli Stati membri a individuare e affrontare le complessità e gli ostacoli non necessari al mercato unico, cioè dove vengano applicati requisiti più rigorosi o più estesi rispetto a quelli previsti dal diritto dell’Unione. “Vogliamo norme che funzionino nella pratica, creando condizioni di parità in cui i cittadini possano prosperare e le imprese possano competere equamente e crescere con fiducia in tutta Europa”, sottolinea l’organo legislativo. L’eccesso di complessità “crea barriere, aumenta i costi e frammenta il mercato unico: dobbiamo individuarlo e correggerlo, perché non sempre di più è meglio”, ha rimarcato Dombrovskis.

Applicazione più rapida e rigorosa: la Commissione rafforzerà l’applicazione del quadro normativo del mercato unico in settori politici selezionati. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla riduzione del numero di casi di infrazione di lunga data. “Perché le norme dell’Ue producono i benefici previsti per i nostri cittadini e le nostre imprese solo quando gli Stati membri le attuano correttamente e nei tempi previsti”, ha spiegato il commissario.

Che ha sintetizzato: “Le leggi obsolete, eccessive o sovrapposte devono essere individuate e corrette. Le nuove proposte devono essere più mirate, attuabili e applicabili. Questa è la semplificazione in pratica.(…) Le nostre norme devono essere un mezzo per raggiungere un fine, sostenendo i nostri sforzi per costruire un’economia sociale di mercato competitiva, innovativa e sostenibile” e “garantendo che le leggi siano (…) meglio allineate alle esigenze dei cittadini e delle imprese“.

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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