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Lega ciclismo professionistico contro il commissariamento: “Decisione senza fondamento”

(Adnkronos) – Il direttivo della Lega del ciclismo professionistico contesta il commissariamento deciso dalla Federciclismo, definendolo “privo di ogni fondamento”, “ingiustificato” e “illegittimo”. In una nota, i membri del direttivo annunciano che tuteleranno i diritti e la reputazione della Lega nelle sedi competenti della giustizia sportiva, sia federali sia del Coni. 

La Lega chiede inoltre che vengano attivati controlli e procedure nei confronti della stessa Federazione ciclistica italiana, sostenendo che la decisione di commissariamento sarebbe stata assunta oltre le competenze della Federciclismo e dopo una serie di iniziative definite “reiterate e pretestuose”. 

Uno dei punti centrali della contestazione riguarda le modalità con cui la Lega ha appreso la notizia. Il direttivo sostiene di non aver ricevuto alcuna notifica formale del commissariamento e di esserne venuto a conoscenza esclusivamente attraverso un comunicato stampa. 

Il documento diffuso dalla Federazione, secondo la Lega, non chiarirebbe le ragioni alla base di una decisione tanto drastica. Una mancanza di trasparenza che renderebbe al momento impossibile rispondere in maniera puntuale alle contestazioni formulate nei confronti della Lcp. 

Nella nota, il direttivo ricorda inoltre che la Lega aveva manifestato in più occasioni la propria disponibilità a raggiungere un accordo con la Federazione sul contenuto della Convenzione, nel rispetto delle competenze dei due organismi e con l’obiettivo di proseguire il lavoro comune portato avanti negli ultimi anni. 

La Lega rivendica i risultati ottenuti attraverso il proprio lavoro: la nascita di nuove corse, l’aumento del prestigio delle competizioni già esistenti e la crescita dei ricavi per squadre e organizzatori. 

Il direttivo richiama anche il bilancio della Lega, che avrebbe chiuso in forte attivo, superando le previsioni e gli obiettivi iniziali. Il bilancio, viene sottolineato, non presenterebbe irregolarità e non sarebbe mai stato oggetto di rilievi da parte degli organi di controllo interni o esterni. 

Su queste basi, la Lega considera il commissariamento non giustificato né dai risultati della gestione né dal percorso di confronto avviato con la Federazione. 

Particolare preoccupazione viene espressa per la tempistica della decisione, adottata a poche settimane dall’inizio di una fase fondamentale del calendario ciclistico italiano. Il provvedimento, secondo il direttivo, rischia di aumentare l’incertezza per organizzatori, sponsor, squadre e atleti. 

Gli organizzatori e le squadre avrebbero già manifestato la propria preoccupazione per le possibili conseguenze. In particolare, gli organizzatori delle corse avrebbero inviato nei giorni scorsi lettere di sostegno alla Lega, chiedendo l’apertura di un tavolo comune per superare le divergenze e trovare soluzioni condivise. 

Il rischio indicato dalla Lcp è che una decisione rivolta contro la Lega finisca per danneggiare l’intero movimento ciclistico, determinando meno corse, una minore visibilità, una riduzione dei ricavi e maggiori difficoltà nella programmazione dell’attività sportiva. 

Le conseguenze, conclude la nota, potrebbero ricadere soprattutto sugli atleti che non percepiscono compensi elevati e per i quali il calendario autunnale italiano rappresenta una vetrina fondamentale e un’importante occasione per affermarsi. Il commissariamento viene quindi definito dal direttivo “un significativo passo indietro” per il ciclismo italiano, capace di mettere a rischio i progressi ottenuti negli ultimi anni. 

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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