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Milano-Cortina, Stocker (Italhockey): “Al villaggio sempre lo stesso piatto per scaramanzia. Mondiali? Ora abbiamo un bel bersaglio addosso..”

(Adnkronos) – C’è un caffè macchiato bevuto al sole dopo pranzo, tra una risata e un discorso che non parla di hockey, un piatto sempre uguale scelto per scaramanzia prima di ogni partita, e un Mondiale che le aspetta tra due mesi. Lo racconta in un’intervista all’AdnKronos Franziska Stocker, atleta della nazionale italiana di Hockey femminile, a Milano-Cortina. “Quello che ricorderò per sempre” di queste Olimpiadi “è sicuramente vedere atleti che seguo sui social media e che poi mi sono ritrovata a mangiare a fianco”. 

Cosa resta oggi delle Olimpiadi Milano-Cortina nel cuore dell’hockey italiano? Quale eredità positiva porterete via voi atlete, tra i brividi a Santa Giulia e il pubblico in delirio?
 

“Poterci esibire davanti a un pubblico così immenso a casa in Italia è stata un’emozione enorme e sono molto contenta che questo sport abbia raggiunto il cuore degli italiani perché è uno degli sport di squadra più veloci al mondo, la competitività è altissima e sicuramente porteremo a casa delle emozioni provate indescrivibili giocare davanti a un pubblico di casa tra 11-14 mila persone è un sogno realizzato e uno dei sogni è stato di entrare nel cuore dei nostri tifosi e di averli onorati con due vittorie spero che l’Hockey italiano riesca a cavalcare questa onda e portare sempre più tifosi” 

Racconta un giorno tipo durante il torneo: sveglia all’alba, allenamenti intensi, pranzo con carboidrati a non finire e poi relax nel villaggio? Com’era bilanciare tutto questo?
 

“Dipende. Se ad esempio abbiamo una partita verso le due di pomeriggio, la mattina non si fa l’allenamento sul ghiaccio, ma si fa una semplice attivazione, che sia camminata, mobilità, un po’ di palestra, esplosività. A livello di pranzo e cibo, si cerca sempre di mangiare la stessa cosa, un po’ come superstizione, e un po’ anche per andare sul sicuro, che è quello che al corpo serve. E spesso si cerca sempre di mantenere le stesse abitudini”. 

È vero che voi hockeiste avete la dieta più ricca e calorica tra le atlete olimpiche, con 5-12g di carboidrati per kg di peso?
 

“A livello di alimentazione alcuni di noi sono affiancati da nutrizionisti e quindi seguiamo una dieta abbastanza ferrea, però è anche saputo che l’hockey su ghiaccio è uno sport con un dispenso calorico molto alto, quindi l’importante è mangiare in modo variato e ascoltare il proprio corpo”.
 

Tra sessioni di ghiaccio e tattiche con il ct Bouchard, qual era il momento più “normale” della giornata, tipo un caffè milanese rubato o una passeggiata a Rho Fiera?
 

Direi che sicuramente il momento più normale durante una giornata al villaggio Olimpico è un caffè macchiato dopo pranzo, al sole fuori, dato che avevamo la fortuna di avere delle belle giornate di sole, dove si parla non di hockey, ma semplicemente della vita quotidiana con le compagne”. 

Un episodio curioso in campo o al villaggio che vi ha fatto ridere di gusto? Con gli Stati Uniti abbiamo visto una partita dura. Ma a fine gara grande Fair play. Avete parlato con loro? Che cosa vi hanno detto?
 

“Ci sono tanti episodi curiosi dove abbiamo riso con gusto. La partita con gli Stati Uniti è stata molto fisica, però quello che succede in campo rimane in campo. Al di fuori è tutto normale”. 

Tra “Italia Italia” urlati da 11mila tifosi a Santa Giulia e incontri con stelle come Arianna Fontana o altre nel villaggio, qual è l’aneddoto più divertente che ricorderete per sempre?
 

“Quello che ricorderò per sempre è sicuramente vedere atleti che seguo sui social media e che poi mi sono ritrovata a mangiare a fianco. È stata un’esperienza molto bella perché fa capire che alla fine, anche se le persone hanno tantissimi follower sui social media, hanno una visibilità enorme, sono semplicemente persone come noi e ho trovato veramente gente disponibile, carina. È bello vedere che alla fine siamo tutti uguali, atleti, che facciamo questi sport per passione, che tutti abbiamo sacrificato tanto e che alla fine si fa per la passione dello sport”.  

Siete ancora emozionate per come è andata, con quarti storici contro Usa e vittoria su Francia e Giappone? Che sensazioni positive vi portate dietro? Per il futuro, cosa dovrete migliorare per rendere l’Italia ancora più competitiva?
 

“Sono emozioni molto forti nel pensare che abbiamo scritto la storia dell’Hockey Femminile Italiano. Credo che non abbiamo ancora realizzato il tutto, perché quando sei all’interno delle Olimpiadi è un po’ un mondo parallelo, dove sei un po’ in questa ‘bubble’ e non ti rendi conto tanto di quello che sta accadendo. Penso che una volta che torneremo nelle nostre vite quotidiane sicuramente realizzeremo quello che abbiamo fatto. Sono molto orgogliosa di questo gruppo e so che questo è solo l’inizio per il futuro, abbiamo comunque fra due mesi il Mondiale dove adesso è un po’ diversa la storia perché ci siamo fatte vedere, le nostre avversarie ci temono e quindi abbiamo un bersaglio addosso e tutti vogliono batterci: ma sono molto positiva per questo gruppo e so che potremo raggiungere grandi obiettivi anche nel futuro”. (di Andrea Persili)
 

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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