(Adnkronos) – “Io penso che oggi la politica dovrebbe fare una cosa. Siccome il referendum è stato perso, ha vinto il no e quindi va rispettata la vittoria del no e va rispettato il fatto che la Costituzione non si deve toccare, però facciamo una cosa diversa: iniziamo a mettere la politica fuori dalla magistratura a questo punto. 25 e 26 ottobre ci saranno le nuove elezioni per il Consiglio Superiore della Magistratura. Sapete come si svolgeranno? Con lo stesso meccanismo di prima. Cioè i magistrati cooptano quelli che andranno al Consiglio Superiore della Magistratura. Diamo un primo segnale. Vogliamo mettere la politica fuori? Inizia la politica a fare quello che doveva fare la magistratura, cioè sorteggia chi deve andare al Consiglio superiore della magistratura tra professori ordinari in materie giuridiche e avvocati iscritti da più di 15 anni nell’albo degli avvocati. In questo modo, almeno una cosa siamo d’accordo: non si potrà dire che la politica controllerà la magistratura”. E’ la proposta lanciata dall’ex magistrato e segretario dell’Anm, Luca Palamara, intervenendo dal palco di Ponza d’autore.
“Questo penso -spiega Palamara- che è l’inizio di un percorso che poi porterà la stessa magistratura a trovare una soluzione al proprio interno. Io penso che se una lezione ha dato il referendum è proprio questa. I cittadini hanno detto: no, la politica non deve controllare la magistratura. Siamo d’accordo. Adesso facciamo in modo che la politica esca fuori, sorteggia chi deve andare perché oggi, è vero, la politica si sceglie i propri rappresentanti. La politica fa quello che fa la magistratura. Siccome la magistratura è correntizzata, dice: voi avete i vostri rappresentanti eletti dalle correnti, anche io mi eleggo il mio rappresentante di centrodestra, il mio rappresentante di centrosinistra. Facciamo che sia la politica a partire e a dare un segnale molto forte all’interno della magistratura. Questo potrebbe essere un momento di superamento di quelle che sono state le divisioni nel referendum, perché molte delle divisioni erano sulla separazione delle carriere e sul doppio Csm ma non sul sorteggio. Oggi c’è un momento per ripartire. Vediamo quello che succederà”, conclude.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)



