GENOVA – Il cantautore, uno dei protagonisti più riconoscibili della canzone d’autore italiana, si è spento all’età di 91 anni, dopo una carriera lunga oltre mezzo secolo che ha attraversato epoche, stili e generazioni.
Figura centrale della scuola genovese, Paoli ha contribuito a definire un modo nuovo di scrivere canzoni in Italia, più intimo e narrativo. Accanto a lui artisti come Fabrizio De André e Luigi Tenco, con cui ha condiviso una stagione musicale ancora oggi considerata fondamentale.
Nel corso degli anni ha firmato brani entrati stabilmente nell’immaginario collettivo, tra cui Il cielo in una stanza e Sapore di sale. Canzoni che hanno mantenuto nel tempo una forte capacità evocativa, diventando punti di riferimento per la musica italiana.
La notizia ha rapidamente fatto il giro del Paese, accompagnata da numerosi messaggi di cordoglio. Tra questi quello del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha ricordato il valore culturale dell’artista e il suo legame con il territorio.
Proprio la Toscana ha rappresentato una dimensione importante nella vita di Paoli. Le radici familiari affondano tra Piombino e Campiglia Marittima, dove il nonno lavorava alla Magona e dove il cantautore ha mantenuto nel tempo un forte legame personale.
Nelle campagne tra mare e collina aveva scelto di trascorrere lunghi periodi lontano dai riflettori, dedicandosi alla coltivazione degli olivi. Un’attività che non era solo agricola, ma anche simbolica: un modo per ritrovare un equilibrio diverso rispetto alla vita artistica.
Il rapporto con la Toscana si intrecciava anche con la sua storia privata e professionale. Paoli fu legato all’attrice toscana Stefania Sandrelli e frequentò per anni luoghi simbolo della musica dal vivo come La Bussola a Pietrasanta, dove si esibì più volte negli anni Sessanta.
Nella sua produzione non sono mancati omaggi ad altri artisti, tra cui il cantautore livornese Piero Ciampi, di cui reinterpretò alcune opere in un progetto dedicato.



