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Voli cancellati in Medio Oriente e rotte bloccate: cosa succede e cosa fare

Il conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti provoca la chiusura di diversi spazi aerei nel Golfo, con compagnie costrette a cancellare o deviare gli aerei

FIRENZE – La chiusura di diversi spazi aerei nella regione del Golfo sta provocando forti disagi al traffico aereo internazionale dopo l’inasprimento del conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti. La situazione ha costretto numerose compagnie a sospendere o riorganizzare i collegamenti, con cancellazioni e modifiche che stanno coinvolgendo migliaia di passeggeri.

Le criticità riguardano soprattutto le rotte che attraversano l’area tra Medio Oriente e Golfo Persico, uno dei principali corridoi aerei per i collegamenti tra Europa, Asia e Africa.

A risentirne sono in particolare alcuni grandi hub internazionali della regione, tra cui Dubai, Abu Dhabi e Doha, utilizzati ogni giorno da milioni di viaggiatori come scalo per i voli intercontinentali. In diversi casi gli aeroporti hanno ridotto o riorganizzato le operazioni per gestire la situazione, mentre alcune tratte sono state cancellate o riprogrammate.

Diverse compagnie aeree internazionali hanno già annunciato modifiche ai propri piani di volo. Alcuni vettori europei stanno evitando temporaneamente i cieli di vari Paesi mediorientali, mentre altri hanno scelto di sospendere alcune rotte fino a quando la situazione non sarà più stabile.

Tra queste anche Ita Airways, che ha comunicato la sospensione dei voli da e per Tel Aviv fino al 22 marzo, includendo anche il volo AZ809 del 23 marzo. La compagnia italiana ha inoltre esteso fino al 10 marzo la sospensione dei collegamenti da e per Dubai, alla luce dell’attuale situazione nella regione.

Anche diverse compagnie del Medio Oriente stanno riorganizzando i collegamenti. Emirates e flydubai, con base a Dubai, stanno operando con orari ridotti e invitano i passeggeri a verificare lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto. Etihad Airways, con hub ad Abu Dhabi, ha sospeso o modificato alcune tratte internazionali, mentre Qatar Airways sta rivedendo alcune rotte per evitare le aree considerate a rischio. Situazione simile anche per Kuwait Airways e Gulf Air, che stanno adattando i propri piani di volo in base alle limitazioni dello spazio aereo.

Indicazioni di prudenza arrivano anche dall’European union aviation safety agency (Easa), che ha invitato le compagnie dell’Unione europea a valutare con attenzione i collegamenti nella regione e, se necessario, a pianificare itinerari alternativi per garantire la sicurezza delle operazioni.

Per i passeggeri che avevano programmato un viaggio verso la regione o che dovevano transitare negli aeroporti del Golfo, la prima cosa da fare è controllare lo stato del proprio volo sul sito o sull’app della compagnia aerea. In molti casi i vettori stanno informando direttamente i viaggiatori tramite email o messaggi.

Se il volo viene cancellato, è possibile richiedere la riprotezione su un altro collegamento disponibile oppure il rimborso del biglietto. La richiesta può essere effettuata tramite il sito della compagnia, il servizio clienti o l’agenzia di viaggio attraverso cui è stata effettuata la prenotazione.

La Farnesina invita inoltre i viaggiatori a consultare il portale Viaggiare Sicuri e a seguire gli aggiornamenti ufficiali prima di programmare spostamenti nella regione. Per chi si trova già nei Paesi interessati dalle tensioni è raccomandato mantenere contatti con le rappresentanze diplomatiche e monitorare le comunicazioni delle autorità locali.

© Riproduzione riservata

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