Eni vola con numeri record e mette a segno nei primi nove mesi 2026 un utile netto di 7.59 miliardi, vale a dire + 202% rispetto allo stesso periodo 2025. E nel terzo trimestre 2026 è di 3.2 miliardi, con un incremento del 299%.
Chiudendo i primi nove mesi del 2026 con un utile netto rettificato pari a 6.4 miliardi di euro, segnando un +70% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel terzo trimestre dell’anno si è attestato a 2.8 miliardi, in crescita del 125%.
Con debito ai minimi storici.
Annunciando Eni, ad Claudio Descalzi: “Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno. Per quando riguarda il suo livello, attualmente a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina (come annunciato a inizio ottobre), monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo”.
E, visti gli “eccellenti risultati conseguiti”, approva un dividendo straordinario per gli azionisti di 0,46 euro per azione, per un ammontare di 1,3 miliardi con messa in pagamento il 9 dicembre. Il programma di buyback per il 2026 è incrementato a 3,8 miliardi, in aumento del 12% rispetto alla precedente guidance di 3,4 miliardi. Confermata la previsione relativa al dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025).
Insorgono con il governo guidato dalla premier Meloni le opposizioni con Pd, M5S e AVS.
Qui i risultati del terzo trimestre e dei nove mesi 2026 pubblicati da Eni sul proprio sito web.
Tra gli ‘azionisti rilevanti’ di Eni, aggiorna l’azienda stessa al 22 giugno 2026, “Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha il controllo di fatto in Eni SpA in forza della partecipazione detenuta sia direttamente sia attraverso Cassa Depositi e Prestiti SpA (CDP SpA). Il totale delle azioni detenute dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e CDP SpA è 1.001.765.880, pari al 33,09% del capitale sul totale delle azioni ordinarie”.
Elly Schlein, segretaria nazionale Partito Democratico: “Non si può chiedere ai distributori indipendenti di soffocare, mentre i grandi gruppi continuano a macinare enormi profitti che andrebbero tassati. Eni dichiara che da inizio anno ha aumentato gli utili del 70 per cento rispetto all’anno scorso, guadagnando 6,4 miliardi di euro in più. E ha annunciato in queste ore la proroga fino a fine anno del tetto ai suoi prezzi che ha introdotto qualche settimana fa con il plauso di Giorgia Meloni. Solo che quel tetto volontario crea problemi di concorrenza coi distributori indipendenti e rafforza posizioni già dominanti”.
E per il Pd c’è la nota di Annalisa Corrado, responsabile ambiente segreteria nazionale: “Meloni dovrebbe pensare con vergogna a quando ha festeggiato il brevissimo teatrino ‘dell’elemosina’ di ENI per il caro carburanti, che a maggior ragione alla luce di questi numeri si mostra più come una mossa di marketing che come un’assunzione di responsabilità”.
Il deputato pisano Nicola Fratoianni, leader AVS con Bonelli: “Volete sapere dove vanno i nostri pieni alle auto, le bollette, le tasse? Ecco qua: ENI fa profitti record per 6,4 miliardi di euro di utile netto in nove mesi. Ora daranno 1,3 miliardi di euro agli azionisti. Una enormità mai vista prima.
Tutto diventa ancora più inaccettabile visto che Eni è pubblica per il 30%. Una vergogna di cui Meloni e il governo sono complici visto che da mesi non ne vogliono sapere di tassare questi profitti stellari e hanno deciso di lasciare gli italiani in balia delle grandi compagnie energetiche e della speculazione. E si preparano persino a precettare gli autotrasportatori. Dovrebbero precettare se stessi”.
Angelo Bonelli e Europa Verde: “+202%! Avete capito bene: gli utili di Eni sono aumentati del 202% in appena nove mesi! 7 miliardi e 600 milioni di euro. Mentre gli italiani si impoveriscono pagando bollette e carburanti sempre più cari, i profitti dei petrolieri esplodono.
Pietro Lorefice, senatore M5S, segretario presidenza del Senato: “Ma quanta fatica fa il Governo a tirare fuori gli attributi davanti ai comparti che stanno facendo utili a valanga? Quanta fatica fa ad accettare un minimo di redistribuzione a favore di quei cittadini e di quelle imprese che contribuiscono con il loro portafoglio a quella valanga di utili?
Nei primi nove mesi del 2026 Eni ha registrato un utile di 6,4 miliardi di euro, in crescita del 70% sullo stesso periodo del 2025; nel terzo trimestre l’aumento è stato del 125%. Numeri che confermano quanto sia urgente tassare davvero gli extraprofitti del comparto energetico, senza scorciatoie, senza le foglie di fico dei price cap lasciati al buon cuore di qualche compagnia petrolifera.
Le risorse recuperate vanno restituite a famiglie e imprese con un tetto al prezzo dei carburanti e un taglio effettivo delle accise, che invece lo stesso Governo ha aumentato con la Legge di bilancio 2026. Il Governo Meloni intervenga sui profitti che crescono mentre gli italiani pagano il conto e assuma una postura chiara nei consessi internazionali: queste guerre stanno svuotando i portafogli degli italiani. Basta con le vigliacche ipocrisie del ‘non condanno e non condivido’ a cui si è vincolata la Meloni”.



