Fine vita Veneto di centrodestra spacca Governo e Lega. E Salvini si sfila

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Alla fine la maggioranza di centrodestra del Governo Meloni si spacca sul fine vita.

Quello approvato in Veneto.

E, come già accadde in Toscana, prima regione in Italia ad approvare il suicidio medicalmente assistito, il Governo Meloni impugna la legge approvata dal Veneto.

Con il Consiglio dei Ministri che, dopo una raffica di nomine, il 5 novembre delibera di impugnare la legge della Regione Veneto numero 9 datata 8 settembre 2026.

Con una differenza con la Toscana: il Veneto è la prima regione di centrodestra a varare il fine vita.

Regione Veneto presieduta da un leghista, Alberto Stefani.

Consiglio regionale Veneto, che nel settembre scorso approvò la legge, presieduto da un leghista, l’ex Governatore Luca Zaia.

“Un atto di responsabilità”, fu il commento di Zaia. 

E allora il governo di centrodestra si spacca su una legge varata da una Regione guidata dal centrodestra.

Il vicepremier Matteo Salvini, leader di una nuova Lega non più Salvini Premier, e reduce da tagli alla scuola nella manovra 2027 a sua insaputa, come da lui dichiarato, esce dal Consiglio dei Ministri al momento del voto. 

Alla vigilia del Consiglio Federale del partito di cui è leader.

Il ministro leghista Calderoli vota contro il ricorso che, impugnando la legge della Regione Veneto, il Consiglio dei Ministri presenterà alla Corte Costituzionale, così come accadde per il fine vita approvato in Toscana.

Ma sarebbero stati assenti dal CdM che ha impugnato il fine vita in Veneto anche i ministri leghisti Giorgetti e Alessandra Locatelli.

Non solo. L’altro vicepremier Antonio Tajani, leader di Forza Italia, avrebbe fatto mettere a verbale a nome della delegazione di Forza Italia, la necessità di un intervento legislativo del Parlamento perché in sostanza una materia tanto delicata deve essere disciplinata da una normativa nazionale che eviti il proliferare di leggi regionali, anche in contrasto tra loro, e dia attuazione alle indicazioni della Corte costituzionale.

Per quanto riguarda la Toscana, la Corte Costituzionale con sentenza 204/2025 accolse solo in parte il ricorso del Governo contro la Regione presieduta da Eugenio Giani, Pd. “Legge toscana efficace ed immediatamente applicabile”, commentò Giani.

Nessuno allora nel governo di centrodestra si oppose o si sfilò rispetto all’impugnazione del fine vita nella Toscana amministrata dal centrosinistra.

Ma stavolta, col primo fine vita approvato da una Regione amministrata da centrodestra, il governo di centrodestra si spacca.

Luca Zaia: “Rispetto pienamente la decisione assunta. È una prerogativa costituzionale del Governo. Sono convinto che la legge approvata sia in linea con la Costituzione. Questo dibattito esiste perché nei parlamenti italiani non si è mai avuta la forza e la volontà di approvare una legge”.

 

 

 

 

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