A parole con Vannacci mai. Nei fatti, lo scriviamo da tempo, sembrano procedere verso una stessa direzione le strade tra la premier Meloni e il generale europarlamentare.
Visto e considerato che i sondaggi quotano ormai verso 8% Futuro Nazionale fondato da Vannacci più di Forza Italia e Lega Salvini di cui Vannacci fu vice.
E senza Vannacci, sempre stando ai sondaggi politici, il centrodestra con la premier leader di Fratelli d’Italia non avrebbe i numeri per vincere le politiche 2027.
E allora come si fa? Ci si insegue a vicenda su un ipotetico piano programmatico.
Facendo finta che.
Mentre Vannacci aspetta a braccia aperte Giorgia Meloni, e Robertus Vannaccius versione AI in mimetica con targhetta Vannacci con la premier mangia i pop corn, ognuno insegue l’altro.
Allo stesso tempo chiarendo Vannacci che “Le eventuali alleanze si fanno a ridosso delle elezioni”.
Il vicepremier Tajani in perfetto patriarcato style dispensa buoni consigli sulle donne da sposare, quelle meno appariscenti, con meno fidanzati e con la gonna più lunga?
E Vannacci prima invoca il “patriarcato mediterraneo”: “Proteggiamo la nostra famiglia anche con il patriarcato mediterraneo che non è oppressione e possesso: è dovere, fedeltà, sacrificio, ed è il modello di famiglia che ci ha consentito di prevalere negli ultimi duemila anni”.
Poi, da vero uomo che non deve chiedere mai, non solo non contesta il magico mondo al femminile di Tajani, ma rilancia.
E a domanda risponde che lui le donne “tra gonna lunga e gonna corta preferisco senza gonna”.
Niente di insormontabile in ipotesi alleanza, così come non è insormontabile l’enunciato di Vannacci “Il femminicidio non esiste, è un omicidio come gli altri”.
In fondo l’identikit delle donne affidabili di Tajani per la premier è “Una frase uscita male, non ingigantirei”.
E quella bambola gonfiabile sul palco Lega paragonata dieci anni fa all’allora presidente della Camera Laura Boldrini non ha impedito a Salvini di stare in coalizione di centrodestra.
Basta scusarsi o dire che era una battuta.
O magari, come Vannacci, postare “Non sono le gonne a classificare le donne. Amo le donne e le considero un dono dell’universo”.
Il governo Meloni sospende per il 2027 il bollo auto e annuncia il tetto di bambini stranieri nelle classi?
E Vannacci, che della remigrazione ha fatto il suo cavallo di battaglia, sottolinea una convergenza di programmi.
Sottolineando: “Bene l’eliminazione del bollo auto, che era già nel nostro programma (eliminazione tassazione su beni non produttivi); bene anche il tetto degli stranieri in classe, che faceva parte della risoluzione di Futuro Nazionale contro l’islamizzazione delle scuole approvata in Commissione cultura della Camera a giugno scorso”.
La premier tira in ballo il presidente della Repubblica perché “Da ministro dell’Istruzione, anche Sergio Mattarella redigeva circolari che invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nelle stesse classi”?
Vannacci le fa eco: “La sinistra sta usando le parole del presidente Mattarella per attaccare il tetto agli alunni stranieri nelle scuole. Peccato che nel luglio del 1990 Mattarella, allora Ministro per la Pubblica Istruzione, sosteneva la necessità di “ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani”.



