Se in area campo largo qualcuno pensa che Meloni e Vannacci siano strade parallele non destinate a incontrarsi in chiave politiche 2027 a tutto vantaggio del centrosinistra, il rischio potrebbe essere una valutazione non realistica di quanto sta accadendo.
Perché sia la premier Meloni, leader Fratelli d’Italia, sia il generale europarlamentare Vannacci, leader Futuro Nazionale, hanno già iniziato il confronto diretto. Per ora a distanza.
Visto e considerato che, in virtù degli attuali sondaggi politici, in chiave Politiche 2027 le coalizioni di centrodestra e centrosinistra se la giocano più o meno alla pari.
E dunque in una coalizione in cui anche il più o meno uno per cento di Noi Moderati è protagonista, può diventare decisivo un Vannacci col suo Futuro Nazionale oltre i 100mila iscritti, ha annunciato lui, fotografato in direzione 5% che sta pure puntando la Lega, circa 6.5%, di cui fino a qualche mese fa il generale è stato vice di Salvini.
E diventerà inevitabile che un tavolo per Vannacci, riccamente imbandito, venga apparecchiato dal centrodestra.
Al netto del c’eravamo tanto amati della ex coppia Vannacci e Salvini.
Al netto del dito puntato dal generale verso Marina Berlusconi con Forza Italia.
Al netto del Vannacci pensiero. Fatto di remigrazione. Di “il femminicidio non esiste, è un omicidio come gli altri”. Di lavoro a 14 anni. Di “I gay in Italia hanno tutti i diritti. Se vanno in ospedale li curano. Se vanno per la strada possono tranquillamente guidare”.
Il confronto diretto tra Meloni e Salvini si è conclamato nella due giorni di assemblea costituente di Futuro Nazionale, il partito fondato da Vannacci che ha definito “feccia” i suoi futuristi vannacciani, lui compreso.
Dopo che Meloni a Vannacci ha parlato addirittura in sede istituzionale, Camera dei Deputati, rivolgendosi a quella che Vannacci ha ribattezzato “sporca dozzina”, i parlamentari transitati in Futuro Nazionale.
Nello specifico rivolgendosi a Pozzolo, ex FdI, tuonando: “Non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra“.
Dopo che la sera prima in sede televisiva, ospite di Gruber a La7, Vannacci era stato chiaro: “Non mi definisco di estrema destra. Mi definisco di destra autentica. Credo che Meloni sia ancora una destra autentica, ma probabilmente dovrebbe dimostrarlo un po’ di più”.
Poi Vannacci nella due giorni di costituente FN: “A Meloni risponderò quando mi interpellerà”.
Ma la risposta di Vannacci a Meloni di fatto, indiretta esattamente come indiretto era stato il messaggio di Meloni a Vannacci attraverso Pozzolo, è arrivata proprio in sede di costituente FN.
E sta in “Mai parlato di adesione al centrodestra. Non è una mia istanza”.
Sta nei punti fermi che Vannacci definisce linee rosse: “Le mie posizioni non le ammorbidisco e non le cambio. FN oggi è al 5% dopo neanche tre mesi, anzi nasce oggi, grazie a queste posizioni e a queste linee rosse. FN è eventualmente il sestante di questa alleanza di centrodestra, che riporta questa alleanza nella giusta direzione, che mi pare si fosse posta all’inizio del mandato e che poi è andata alla deriva”.
Sta nel puntare il dito proprio verso il reato autonomo di femminicidio, guarda caso introdotto proprio con il governo Meloni.
Sta nel fatto che Vannacci, così in ascesa nei sondaggi, difficilmente si accontenterà soltanto di sedersi a un tavolo che verrebbe apparecchiato per lui.
Il confronto diretto Meloni-Vannacci è iniziato.



