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Conte in commissione Covid attacca Meloni e si smarca da Draghi

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Il secondo round con Conte in commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria Covid va in scena il 14 settembre.

Dopo il primo round del 6 agosto. In audizione libera Giuseppe Conte, deputato, leader M5S, premier nella prima fase dell’emergenza pandemica, nella commissione bicamerale presieduta da Marco Lisei, FdI, a pochi mesi dalle politiche 2027.

In cui Conte, premier fino a metà febbraio 2021, ha attaccato la premier Giorgia Meloni, FdI. E ha preso le distanze dal suo successore Mario Draghi, premier fino al 22 ottobre 2022, quando ha passato la leadership al governo di centrodestra con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Ministro della Salute sia nel governo Conte, sia nel governo Draghi, era Roberto Speranza, attuale deputato Pd.

In uno scenario che va contestualizzato storicamente e che ha visto l‘Italia dichiarata in stato di emergenza fino al 31 marzo 2022.

 

Qui il video della lunga audizione di Giuseppe Conte.

L’ha detto Conte nella parte finale dell’audizione: “Oggi sono qui a parlare io della pandemia. E si dimentica che io sono andato via nel febbraio 2021. Dopo c’è un altro governo che ha governato per oltre un anno la pandemia. Si dimentica che noi lo abbiamo avviato il piano vaccinale nel segno della libera scelta. Sui vaccini: “Abbiamo scelto in virtù di quel patto la libera scelta dei cittadini. Dopo sono venuti i green pass, gli obblighi per gli over 50. Dubito avendovi un po’ conosciuto che qui se ne parlerà. Non importa. Rispondo io. Se vi manca il coraggio lo metto io qui“.

Vedremo se verrà audito anche Mario Draghi, che ha proseguito nella gestione dell’emergenza Covid con ulteriori misure introducendo green pass, super green pass e obbligo vaccinale per gli over 50 al lavoro altrimenti niente stipendio. Con sanzione di 100 euro per tutti gli over 50 non vaccinati. 

Giorgia Meloni non ancora premier, da leader FdI allora criticò duramente le misure varate da Draghi, definendole “irragionevoli” e chiedendone conto in termini di evidenza scientifica.

Qui la legge di istituzione della commissione varata nel marzo 2024 che contiene i compiti della commissione stessa.

Conte, avvocato, ha definito la commissione d’inchiesta varata col governo Meloni concepita come un plotone di esecuzione nei suoi confronti. Puntando il dito verso i componenti di commissione: “La vostra presidente, Giorgia Meloni, andò nelle trasmissioni televisive a darmi del criminale”.

Con un botta e risposta Conte-Meloni che continua via social. Con Conte che definisce Meloni: “Lei è la regista anche di questi attacchi, di questo plotone di esecuzione che viene portato e realizzato in commissione qui Covid, e ovviamente tutto quel circuito mediatico grazie a stampa e TV amiche che gettano fango da tempo per colpirmi politicamente”.

E la premier: “Non è un processo a una persona, tutt’altro. E francamente non capisco perché l’ex Premier Giuseppe Conte non si sia unito fin dall’inizio al coro di chi chiedeva risposte alle troppe domande rimaste senza risposta e abbia invece scelto di mettersi sulla difensiva o, come nelle sue ultime dichiarazioni, di “buttarla in politica”. Non è un processo verso una persona, ma un dovere verso una Nazione che ha pagato un prezzo altissimo. La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani”.

Conte in commissione Covid da Draghi ha preso le distanze evidenziando una differenza tra libertà di scelta rispetto al vaccino Covid con lui premier e l’obbligo vaccinale con premier Draghi.

Ha premesso il “patto di fiducia” con i cittadini in quella fase Conte

Sui vaccini: “Abbiamo scelto in virtù di quel patto la libera scelta dei cittadini”.

“Quando fu introdotto all’inizio del 2022 l’obbligo over 50, avevamo un tasso di vaccinati approssimativamente vicino al 90%. Chiamai il ministro Speranza e dissi: siamo ben oltre le previsioni delle soglie dell’immunità di gregge inizialmente preventivate, programmate. Ma che motivo c’è di andare oggi a introdurre addirittura l’obbligo vaccinale per gli over 50. C’è stato un colloquio con Draghi e lì per lì mi è sembrato che fosse convinto che andare, tra virgolette, a rincorrere, a torturare 400mila, 500mila lavoratori non aveva senso rispetto agli obiettivi di sicurezza che ormai avevamo raggiunto. E poi invece ho visto che hanno introdotto col decreto legge l’obbligo vaccinale over 50 e poi dopo un po’ si è perso”.

E sullo stato di emergenza: “Quando è arrivato Draghi è stato prorogato più volte. Ma non vi ho sentito più discutere. Silenzio totale. Afasia”.

Draghi che in realtà è stato implicitamente messo sotto i riflettori da Conte pronti via nella sua libera audizione.

Quando Conte ha prodotto e chiesto di mettere agli atti un verbale, ha riferito Conte, ricevuto in forma anonima “Io non ce l’avevo, sennò l’avrei prodotto prima” e da lui depositato in Procura nei giorni precedenti la sua audizione. Un documento riferito a fornitura di mascherine sospette con “rappresentazione contraffatta nel foglio di accompagnamento”.

Poi: “C’è la possibilità che siano stati consegnati a una società privata 100 milioni dello Stato per mascherine che non erano corrispondenti alle caratteristiche anticipate e dichiarate”.

“La procura deve accertare, e invito e diffido la presenza del Consiglio e Ministero della Salute a sospendere subito il pagamento di 100 milioni Perché quella vicenda va assolutamente chiarita, perché quella vicenda è assolutamente opaca e non ha una spiegazione”.

Il verbale, ha riferito Conte, è datato 14 aprile 2022. Non l’ha evidenziato Conte, ma in quella data premier era Draghi.

 

 

© Riproduzione riservata

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