Giuseppe Conte, leader M5S, a inizio agosto in Toscana, a Capalbio, ha confermato: “Le primarie siamo d’accordo che si fanno”. Aggiungendo l’ex premier dato favorito su Schlein dai sondaggi primarie: “La politica estera non può rimanere fuori dalle primarie”.
Elly Schlein, segretaria Pd eletta dopo aver ribaltato ogni pronostico vincendo primarie Pd contro Bonaccini, alle primarie sarebbe pronta.
Bonaccini, che del Pd è presidente, mette in chiaro: “Dobbiamo fare due cose: unire, perché se l’unità della coalizione non è condizione sufficiente per vincere, diventa condizione necessaria se vogliamo provarci.
E costruire il programma. Dobbiamo riempire di contenuti per poter diventare affidabili e raccogliere la fiducia di chi è deluso”.
Di campo largo, senza primarie e con Matteo Renzi, è stata apripista la Toscana del Giani bis con le regionali 2025 in ottobre.
Le primarie di campo largo per designare la candidata o il candidato premier che si sfiderà Giorgia Meloni alle politiche 2027 sono diventate leit motiv di centrosinistra.
Così come Vannacci, tra un episodio e l’altro della saga AI Instagram con Robertus Vannaccius a fianco di una Giorgia Meloni dall’incedere elegante, è diventato leit motiv di un’eventuale coalizione di centrodestra.
Vedremo quanto peserà il no FdI, e quanto peserà il programma ad effetto di Vannacci, al momento di fare i conti nel centrodestra visto che gli ultimi sondaggi BiDiMedia fotografano a quota 8% Futuro Nazionale. Il partito fondato dal generale europarlamentare ex vice di Salvini in Lega.
Non c’è una data fissata per le primarie di campo largo. E ogni giorno spuntano nomi nuovi. Da Gualtieri sindaco di Roma a Salis sindaca di Genova, lei lanciata da Renzi in ambito candidature eventuali.
Nomi nuovi anche senza nome.
Come un partigiano come presidente lanciato da Roberto Speranza, Pd, ministro della salute in era Covid con Conte e Draghi.
Che vede nelle primarie “il rischio di un clamoroso autogol”.
Idea, quella del partigiano come presidente, piaciuta anche ad Angelo Bonelli, con Fratoianni leader di Avs: “Prima viene la costruzione di un programma condiviso, poi il candidato. Le primarie non sono il diavolo, ma devono essere precedute da una chiara intesa programmatica. E se si faranno, avanzo una proposta: candidiamo un partigiano o una partigiana, oppure il presidente di uno dei comitati dei familiari delle vittime delle stragi fasciste, da piazza Fontana alla stazione di Bologna.
Non sarebbe una candidatura farlocca o puramente simbolica: servirebbe a ricordare che la nostra democrazia nasce dalla Resistenza e dalla lotta partigiana antifascista, opponendosi al disegno di una destra che vuole aggredire le prerogative del Capo dello Stato. Se si dovranno fare le primarie, dunque, si facciano, ma soltanto dopo un serio lavoro comune sul programma”, ha detto Bonelli a La7, L’aria che tira.
Certo il programma per il campo largo ancora non c’è.
E certo il campo largo non può pensare di fare una campagna elettorale solo anti Meloni e solo all’insegna dell’antifascismo. Come è stato in passato.
E certo il centrosinistra non dovrà dimenticare la campagna elettorale portata avanti dal Pd di Enrico Letta, la cui strategia politica non è esente dall’aver permesso al centrodestra di vincere le elezioni nel 2022.
In tutto questo è molto concreto Matteo Renzi che, a Marina di Pietrasanta in Versiliana, è stato chiaro: “Il problema non sono le primarie. Ma Meloni che vuole andare al Quirinale con Vannacci premier e Salvini al Viminale”.



