Quanto brucia la Toscana dei rifiuti: non poco, a giudicare dagli incendi in questo giugno 2026.
In data 2 giugno 2026 in località Salanetti, Comune di Capannori, provincia di Lucca, al confine con Porcari, l’incendio in un impianto smaltimento rifiuti che ha interessato un capannone Relife Recycling.
In data 8 giugno 2026 incendio alla Delca Energy a Lugnano, Vicopisano, Comune di Pisa. Incendio che ha coinvolto, ha rendicontato la Prefettura, “circa 2.500 tonnellate di rifiuti plastici stoccati all’interno di una struttura di 5.000 metri quadri. Sul posto sono intervenute n.35 unità dei Vigili del Fuoco, arrivate in zona anche dai Comandi di Firenze, Livorno, Lucca, Massa, Prato e Pistoia”.
In data 18 giugno incendio all’impianto di smaltimento Bogi Vinicio a Livorno, azienda autorizzata, recita Regione Toscana, alla gestione e trattamento di: rifiuti pericolosi “tra cui veicoli fuori uso da bonificare con una procedura tradizionale di autorottamazione; rifiuti non pericolosi che comprendono metalli ferrosi e non ferrosi, carta, plastica, legno apparecchiature, imballaggi misti, ecc.”.
Ordinanza del sindaco di Livorno, ma anche del limitrofo Collesalvetti, per chiudere scuole, oltre a porte e finestre.
Un maxi incendio quello relativo a Delca a Vicopisano che ha coinvolto anche i Comuni di Pisa, Cascina, San Giuliano Terme, Calci, che hanno emesso ordinanza con chiusura scuole disponendo alla cittadinanza, tra l’altro, di tenere chiuse porte e finestre.
Il 22 giugno 2026 L’aggiornamento analisi di Arpat del 22 giugno 2026 in merito ai campionamenti Delca stabilisce “La ricerca di inquinanti IPA, PCB, diossine e furani su ulteriori campioni di vegetali a foglia larga prelevati in data 11 giugno 2026 confermano, anche in questo caso, l’assenza di contaminazioni. Si tratta di ulteriori quattro campioni di vegetazione (piante da orto e vegetazione spontanea, foglie di girasole, granturco e cavolo)”.
E il 23 giugno a Vicopisano il Consiglio Comunale aperto.
Mentre sempre per quanto riguarda Delca la Regione Toscana con l’assessore David Barontini di Cascina ha istituito un tavolo di coordinamento regionale. Nell’incontro del 16 giugno scorso “i Vigili del fuoco hanno sottolineato l’urgenza di procedere alla rimozione delle ingenti quantità di materiali ancora presenti nel sito, stimati tra i 15.000 e i 20.000 metri cubi, trattandosi di materiale incombusto e parzialmente combusto attualmente esposto alle elevate temperature estive”.
Non solo.
Per quanto riguarda l’incendio del 2 giugno in località Salanetti, Capannori, si tratta del secondo rogo in nemmeno un anno nello stesso sito industriale.
Il 18 agosto 2025 il primo incendio, qui l’ordinanza del sindaco di Porcari, Comune confinante.
Qui il report Arpat di allora.
Due incendi rifiuti nello stesso sito in nemmeno un anno. Tanto che i sindaci di Capannori e Porcari, Giordano Del Chiaro e Leonardo Fornaciari, pochi giorni fa hanno scritto alla Prefetta di Lucca Cristina Favilli, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e al presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci per chiedere verifiche approfondite.
Dunque tre incendi in pochi giorni nel giugno 2026 in Toscana. Le cause? Ancora non sono note.
Una Toscana che ha a Scapigliato, siamo nel Comune di Rosignano Marittimo, provincia di Livorno, il più grande polo impiantistico, capacità 460mila tonnellate di rifiuti. Scapigliato, proprietà 83.5% del Comune di Rosignano Marittimo, e 16.5% di Alia Servizi Ambientali SpA, non esente da incendi.
Un anno fa, sempre giugno, il 28 per la precisione, l’incendio che, rendicontò allora l’amministratore unico Girardi, “Dalle rilevazioni eseguite, la superficie dei rifiuti interessata dall’incendio è di circa 7.000 metri quadrati e non 25.000, mentre l’incendio dei teli sintetici dove non erano presenti rifiuti, ha riguardato circa 4.500 metri quadrati”.
Un incendio “che ha coinvolto l’area interessata al conferimento dei rifiuti speciali non pericolosi e l’area attigua del nuovo modulo predisposto e in attesa del nulla osta per l’utilizzo”.
Il motivo? “Alte temperature atmosferiche e forte vento hanno favorito l’innesco di fenomeni di autocombustione”, si legge nel comunicato maggio 2026 che rendiconta il bilancio 2025.



