Matteo Biffoni è forte.
Molto forte.
Per chi non conoscesse Prato, il tre volte sindaco Matteo Biffoni, avvocato, pratese doc, rischia di essere forse più forte del Pd che rappresenta.
Tanto che il Pd, reduce in una Prato commissariata da una sindaca Bugetti dimissionaria perché indagata, sapeva perfettamente che soltanto con Matteo Biffoni avrebbe evitato il possibile rischio di un ribaltone amministrativo nella seconda città della Toscana.
Quel Pd che, ricordiamo, Biffoni nemmeno l’aveva messo al primo posto nella lista per le regionali dello scorso ottobre.
E, se non bastassero a certificarlo quei 22.155 voti che fanno di Biffoni il recordman di sempre nel Consiglio regionale in Toscana, si guardino alle amministrative 2026 i voti del 24 e 25 maggio della sua lista Biffoni Sindaco.
Un ben oltre 17%, pari a oltre 11.600 voti che lo ha ampiamente proiettato alla vittoria al primo turno.
Ha provato qualche avversario di battaglia elettorale pratese a mettere qualche dubbio sulla legittimità di una terza candidatura del tre volte sindaco Biffoni.
Ma insomma, nulla di più di qualche dubbio rimasto tale per contrastare il Biffo.
Sotto il 3% il M5S a Prato, che con le amministrative 2024 stava in giunta Bugetti.
M5S sotto il 3% pure a Pistoia.
E il M5S rimane sotto il 2% ad Arezzo, in coalizione a sostegno di Ceccarelli, centrosinistra, al ballottaggio con Comanducci, centrodestra.
In entrambi i capoluoghi toscani nessun consigliere comunale eletto per il Movimento 5 Stelle guidato da Conte.
Non è bastato Tomasi, FdI, primo sindaco di centrodestra a Pistoia e dimissionario dopo due mandati qualche mese fa dopo l’ingresso in Consiglio regionale, in supporto alla reggente Celesti nel comizio pistoiese finale.
Infine la débacle Lega a Prato.
Il partito guidato dal vicepremier Salvini dopo essere rimasto fuori dal Consiglio regionale in Toscana, con l’unico eletto, il blindato Simoni, transitato con Vannacci, non raggiunge il 3% e rimane fuori anche dal Consiglio Comunale di Prato.
Mentre a Pistoia la Lega elegge un solo consigliere.
A Prato il più votato Stanasel, 451 preferenze, vicepresidente uscente del Consiglio Comunale della seconda città della Toscana, non viene dunque eletto.
Che possano aprirsi anche per lui, a Livorno lo scorso settembre al convegno remigrazione di Vannacci, le porte di Futuro Nazionale di Vannacci non sembra ipotesi così remota.



