Emanuele Scieri, il giovane parà della Folgore ucciso 27 anni fa in caserma a Pisa

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A Pisa, vicino alla caserma Gamerra in cui il 16 agosto 1999 il suo corpo è stato trovato privo di vita, c’è il giardino a lui intitolato.

Giardino Emanuele Scieri inaugurato dal sindaco Michele Conti due anni fa, in cui il giovane parà della Folgore, 26 anni, è stato commemorato nei giorni scorsi, nel 27esimo anniversario del suo assassinio.

Omicidio volontario in concorso.

Così ha definitivamente deciso la prima sezione della Cassazione il 14 ottobre 2025, rigettando il ricorso degli imputati.

Condannati per omicidio volontario in concorso Alessandro Panella, condanna a 22 anni, e Luigi Zabara, 9 anni e 9 mesi. Assolto Andrea Antico.

Dopo ventisei anni la famiglia di Emanuele ha conosciuto la verità.

E’ arrivata giustizia per mamma Isabella e il fratello Francesco, papà Corrado è scomparso nel 2011 dopo essersi sempre battuto per avere giustizia per il figlio.

La riapertura delle indagini e il successivo nuovo procedimento si devono a una commissione parlamentare d’inchiesta istituita con delibera della Camera dei Deputati nel novembre 2015, presidente Sofia Amoddio, Pd.

Aveva 26 anni Emanuele Scieri, era praticante avvocato, nato a Cuneo, cresciuto a Siracusa.

Era arrivato al Centro di addestramento paracadutisti di Pisa il 13 agosto 1999. Allora c’era ancora l’obbligo di leva.

Tre giorni dopo venne trovato morto.

Secondo la ricostruzione fatta dalla procura di Pisa, il giovane parà fu vittima di un atto di cosiddetto nonnismo. Il che significa atti di violenza.

Emanuele fu costretto ad arrampicarsi la sera del 13 agosto 1999, dunque il giorno stesso in cui era arrivato in caserma a Pisa, su una torre di asciugatura dei paracadute, in una zona isolata della caserma, dopo essere stato spogliato e picchiato.

Secondo i magistrati, gli ex caporali durante la salita sulla scaletta d’acciaio lo avrebbero colpito ripetutamente alle mani facendogli perdere la presa.

Emanuele Scieri fu poi lasciato agonizzante a terra e il suo corpo privo di vita fu scoperto solo nella giornata del 16 agosto.

Una prima inchiesta della procura di Pisa si chiuse senza indagati, il successivo lavoro della commissione parlamentare e le nuove indagini disposte dalla procura hanno dunque dato origine a un nuovo procedimento.

La commissione presieduta da Sofia Amoddio, Pd, nella relazione finale del dicembre 2015 scrive: “Nelle falle e nelle distorsioni di un sistema disciplinare che non funzionava, si rintracciano elementi di responsabilità, pertanto la Commissione ha depositato presso la Procura della Repubblica di Pisa, formale richiesta motivata di riapertura delle indagini trasmettendo tutti gli atti di indagini e le audizioni espletate. Il Procuratore della Procura presso il Tribunale di Pisa ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari di Pisa, l’autorizzazione alla riapertura delle indagini, dichiarando alla stampa in data 28 settembre 2017: “La Commissione parlamentare d’inchiesta ha svolto un lavoro molto serio approfondito che certamente è meritevole di essere ripreso anche sotto il profilo giudiziario”.
In data 7 ottobre 2017, anche la Procura militare dichiarava alla stampa di volere riaprire le indagini”.

 

 

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