“A causa vostra siamo coinvolti in guerre che arrivano dentro le nostre case, nelle nostre bollette, nella benzina che paghiamo ogni giorno. Ma ve lo diciamo a gran voce: non saremo i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno ad un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori. Quando pensiamo al futuro del nostro paese sappiamo che si indebiterà per accontentare Trump nella sua folle richiesta di comprare più armi. Le sue armi. Armi con cui compie genocidi in giro per il mondo. Soldi rubati ai nostri diritti. Alle cure per i nostri nonni. Al sostegno agli affitti. Al diritto allo studio. Alla sicurezza nelle nostre città”.
Il grido pacifista col no alle armi di Virginia Libero, segretaria nazionale giovani dem, rivolto al governo Meloni alla Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia stracolma di popolo Pd non solo è diventato virale.
Non solo ha aperto una discussione all’interno del Pd guidato da Elly Schlein, Elena per i giovani dem, che un anno fa da quello stesso palco a Reggio Emilia consacrò Virginia Libero nuova segretaria giovani dem.
Ma nel dire no a tutte le guerre di fatto fa da pontiere nel campo largo, e dunque nel centrosinistra, con l’ex premier Giuseppe Conte, leader M5S.
Che a Marina di Pietrasanta ha sancito con chiarezza ciò che ripete da tempo: il sostegno a Kiev non con le armi, ma con negoziato di pace.
“Su Ucraina è chiaro che dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo, perché non può essere che domattina vinca Schlein o addirittura un altro candidato e a quel punto si mandano a go gò armi a Kiev per una escalation militare, che ci sta portando al terzo conflitto mondiale giorno dopo giorno. Questo, lo ripeto, lo chiariremo va preventivamente chiarito e precisato.
Il Movimento Cinque Stelle non può sottoscrivere un programma che continua in politica estere quello che sta facendo Meloni”.
Qui la lista della spesa Ue per Zelensky, e qui i recenti 6,1 miliardi per la difesa aerea e missilistica, sempre per Zelensky.
E allora ecco che, con un Pd a favore del sostegno militare in Ucraina, e più di qualcuno molto rigido contrario alla posizione pacifista senza armi di Conte, il grido altrettanto pacifista con il no alle armi di Virginia Libero e con lei dei giovani dem è destinato a diventare punto di incontro programmatico di campo largo.
E dunque progressista, di centrosinistra, per fare i distinguo di Matteo Renzi, che, precisa, sta in coalizione progressista, sta in coalizione di centrosinistra, mentre nel campo largo che sta in coalizione progressista di centrosinistra stanno Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli con AVS. Vale a dire quelli degli incontri a pranzo nelle osterie romane. Entrambi, Conte e Renzi, applauditi dal popolo Pd alla Festa nazionale dell’Unità e alle altre feste dem.
Ed Elena, la “testardamente unitaria” Elly Schlein, nel sottolineare in apertura il suo lavoro di ricucitura di coalizione, ricordiamo noi dopo la strategia perdente del suo predecessore Letta nel 2022, elenca molti punti di proposta per un governo di centrosinistra nell’intervento che chiude la Festa nazionale dell’Unità. E che segue l’intervento di Virginia Libero.
Parla di Ucraina nell’ottica di negoziazione Elly Schlein, cita l’articolo 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra. Noi ripudiamo la guerra. Vogliamo contribuire a costruire la pace per i palestinesi, per gli ucraini, per gli iraniani che lottano per la libertà”.
Sull’Ucraina: “Abbiamo chiesto all’Europa di fare uno sforzo diplomatico e politico di scegliere un negoziatore europeo. Perché da federalista europea convinta mi fa male vedere che in questi giorni di incontri tra inviati americani con Zelensky e Putin la voce europea non c’è. Penso che l’UE deve avere una politica estera sola univoca forte che rappresenti i 27 Paesi. Rischiamo di non accompagnare l’unica pace giusta che non è la resa alle ragioni dell’aggressore. Con UE a difendere interessi europei e ucraini”.
Giovani dem che vogliono contare in chiave elezioni politiche 2027.
E’ molto chiara Virginia Libero: “Per noi parlare di patria significa ripudiare la guerra. Significa dare davvero a tutti un salario dignitoso, garantire cure. Significa che nessuno nel nostro Paese deve sentirsi solo, al punto da perdere ogni singola speranza. Per arrivare a tutto questo, ci servono scelte politiche coraggiose da fare. E la sinistra questo coraggio ce lo deve avere. Io ho speranza perché so che Elly Schlein queste cose le crede davvero. Come popolo democratico e progressista noi giovani ci siamo. Ma non per essere oggetto di discussione. Le prossime elezioni senza di noi saranno perse allora non saremo spettatori e arriveremo senza chiedere il permesso. Al tuo fianco, Elena”.
E prende l’endorsement del deputato toscano Marco Furfaro, braccio destro di Elly Schlein: “Ho applaudito Virginia Libero. E lo rifarei”.
Intanto, in attesa di primarie che designeranno chi sarà il candidato premier nel centrosinistra, magari, come ha proposto Dario Franceschini, con un patto tra candidati e una grande festa corale di centrosinistra il giorno dopo il risultato, Renzi in tema di Ucraina fa da collante.
E proprio alla Festa dell’Unità l’ex premier, ex segretario Pd nonché attuale leader di Italia Viva, di fatto sta in una posizione che non scontenta nessuno.
“L’elemento chiave della politica estera di centrosinistra sta su due pilastri.
Il fatto che noi vogliamo bene ad America e americani ma siamo l’esatto opposto della presidenza scandalosa e vigliacca di Trump.
Il secondo è l’Europa. Sono convinto che se non avessimo dato armi all’Ucraina e sanzioni alla Russia oggi non ci sarebbe più l’Ucraina. Quindi siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto.
Contemporaneamente dico che il 24 febbraio 2022 il sottoscritto ha proposto un inviato speciale UE in Ucraina perché tu puoi difendere un paese con le armi. Ma la pace la costruisci con la diplomazia”.
E di mediazione parla Alessandro Onorato, assessore in giunta Gualtieri a Roma, dato molto vicino a Conte, che col suo Progetto Civico con la nuova legge elettorale targata Meloni è tra i papabili destinatari delle millemila firme da raccogliere, seimila per collegio, per partecipare alle politiche 2027.
“Se io fossi stato in Parlamento avrei detto sì alle armi in Ucraina. Io sono un europeista convinto ma è giunta l’ora che l’Europa nomini un mediatore unico per la pace, perché mi spaventano anche quelli che dicono che la guerra in Ucraina, dove la Russia oggettivamente ha fatto un’invasione, si risolve con le armi fino a riconquistare tutta l’Ucraina e arrivare a Mosca, credo che siano su Marte. Serve la pace. Chi parla di pace ormai? Solo il Papa. Forse è giunta l’ora di parlare di pace”, ha dichiarato a Radio 24.



