Elly Schlein cambia passo nella corsa verso Palazzo Chigi

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E’ una Elly Schlein candidata premier “con o senza primarie” quella legittimata dall’assemblea nazionale Pd.

Una Elly Schlein che elegante in tailleur impeccabile veste i panni di leader.

Sempre testardamente unitaria.

Ma con deciso cambio di passo nella corsa verso Palazzo Chigi.

Dopo aver rotto gli indugi, Schlein ha blindato la sua unica candidatura premier Pd, vedremo se con buona pace della minoranza riformista: “Non mi fido dei partiti in cui non vola una mosca. Perché sono pariti di un capo o di una capa. E non siamo noi. Dobbiamo discutere anche in maniera forte, ma poi ognuno riconoscersi in una sintesi che ci renda un  profilo chiaro, netto, progressista”.

La segretaria nazionale del Partito Democratico di fatto dall’assemblea nazionale dem ha aperto la campagna elettorale verso le politiche 2027. Demolendo le politiche del governo Meloni.

“Questo è il governo più longevo e il più inconcludente. Che occasione che ha sprecato Giorgia Meloni. Con quei numeri in Parlamento poteva fare tutto, poteva fare riforme coraggiose non è riuscita a farne una che cambiasse in meglio in concreto la vita degli italiani che oggi sono in piazza più poveri e più incavolati di ieri”.

Proclamando: “Io ci sono. Onorata e orgogliosa di poter guidare questa straordinaria comunità che non ha pari in Italia e di guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio con o senza le primarie”.

Dopo l’abbraccio del giorno prima in piazza a Giuseppe Conte, leader M5S, reduce Schlein dal ritiro aretino di Rondine.

A cui dal palco dell’assemblea nazionale Pd Schlein non ripete più “uno non vale uno”.

E mentre Conte al Pd continua a chiedere di farsi garante per Renzi, che il governo Conte fece cadere sfilando le ministre Bellanova, Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto, Schlein nel suo intervento da candidata premier in pectore è chiara: “Bisogna essere tutti, non da soli. Serve tutta l’alleanza progressista che governa nelle regioni. Bisogna allargare, non restringere”.  

Renzi in coalizione progressista a cui a Firenze è andata a dire no Chiara Appendino, deputata M5S ex sindaca di Torino.

E rischia di sbagliare chi sottovaluti Schlein, fino all’altro ieri più defilata impegnata nel lavoro sartoriale di un’alleanza progressista che possa essere competitiva per vincere la sfida col centrodestra guidato dalla premier Meloni.

Oggi in primo piano molto attenta a cercare di rimanere in equilibrio sull’Ucraina, su cui Conte, rispetto a uno stop armi a Zelensky, non ammette deroghe in tal senso.

“La difesa comune non è la corsa al riarmo di 27 singoli Stati con 27 eserciti che rimangono scoordinati. Su questo noi ci siamo e opponiamo invece l’idea di una vera difesa comune europea che dobbiamo riuscire a costruire. Rilanciare l’Unione Europea fa la forza anche perché altrimenti si rischia semplicemente di comprare più armi da Trump e essere più dipendenti, non meno dipendenti”.

Rischia di sbagliare chi sottovaluti Schlein. Dimenticando che Schlein, ex europarlamentare, ex vicepresidente Regione Emilia Romagna, nel febbraio 2023 ribaltò ogni pronostico battendo Bonaccini alle primarie Pd.

Il primo, Bonaccini, che abbraccia Schlein al termine del suo intervento da candidata premier Pd. “Voglio ringraziare quest’uomo qua. Il nostro presidente. Abbiamo fatto un grande lavoro unitario”.

Prima donna segretaria del Partito Democratico. E pure primo leader dem a portare a termine un mandato di partito, come ha sottolineato lei stessa.

“Avevano scommesso che io non sarei durata sei mesi e invece sono ancora qua. Anzi, è la prima volta che una segretaria del Partito Democratico finisce il suo mandato”.

Quindi: “Non preoccupatevi se ci danno addosso, hanno capito che facciamo sul serio. È giusto che abbia paura chi vuole che non la cambi in questo Paese è giusto che abbia paura di noi, chi detiene dei privilegi che non è disposto a mettere in discussione. E’ per questo che ci attaccano e guardate ci continueranno ad attaccare sempre di più verso le elezioni. Ma io vi dico non abbiate timore perché i risultati portati qui fin qui parlano per noi. Lo fanno per farvi perdere la gioia, me l’ha detto una volta l’ex sindaco di New York”.

“Ce la teniamo stretta la nostra passione politica sincera per cambiare le cose, cambiare il Paese in maniera disinteressata. Che ci sia un pezzo di establishment che non vuole un’alleanza progressista al governo del Paese non è una novità. E’ la storia di questo paese. E la sorpresa saremo noi stavolta. E che ci sia proprio da quelle parti chi non vuole una persona di sinistra Palazzo Chigi non è una novità è la storia di questo Paese. Ma noi siamo qui per sorprenderli”.

Poi la candidata premier Pd: “Io posso solo offrire le mie aggravanti personali: essere donna, avere quarant’anni, essere libera e non essere proprio conforme a tutti gli standard. Ma voglio dare una notizia. Siamo qui a fare esattamente quello che è la nostra gente si aspetta da noi. E se qualcuno non accetta che il Partito Democratico è libero, autonomo e risponde soltanto alla sua base di iscritti e di elettori, se ne farà una grandissima ragione. Perché se i loro standard valessero  nel Paese, io qua non ci sarei mai arrivata“.

E se Vannacci sul palco di Fabrizio Corona l’ha definita “inadeguata”, non ha dubbi Schlein: “Penso che questa sarà la sfida del riscatto proprio di tutte quelle e tutti quelli che si sono sempre sentiti dire che non ce la potevano fare, che non sono adeguati, che sono troppo o troppo poco. Lo diceva la Bonino: continuate a essere troppo. Dobbiamo essere accoglienti e non respingenti. Mai più larghe intese. Noi siamo qui per vincere nel 2027 con la nostra alleanza progressista. Dopo venti anni abbiamo la responsabilità di vincere le elezioni e fare esattamente ciò che impegneremo a fare nel programma comune”.

 

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