Il segretario dimissionario Matteo Salvini respinge le voci che indicano il ministro Giorgetti fuori dalle candidature Lega alle politiche 2027.
“Faccio fatica a commentare le fantasie, le bugie e le falsità. Quindi è anche tempo perso”, commenta il vicepremier.
Il che ricorda un po’ quando, con simbolo di Futuro Nazionale già depositato, Salvini di Vannacci allora suo vice in Lega a Firenze annunciò: “Con Vannacci non ho mai avuto né avrò problemi, lo incontro a breve e stiamo lavorando per il futuro”.
Era fine gennaio scorso. A inizio febbraio Vannacci disse addio a Lega e a Salvini.
Non prima di aver aver eletto Vannacci, con listino blindato, alle regionali ottobre 2025 in Toscana l’unico rappresentante Lega, Simoni, poi passato con Futuro Nazionale.
Con una Lega Salvini premier che ora si ritrova con zero seggi in Consiglio regionale della Toscana dopo la valanga di otto eletti nel 2020. Una Lega decimata nei Consigli Comunale in Toscana dopo le amministrative 2024.
C’era una volta la Lega di Salvini oltre il 34% alle Europee 2019, allora primo partito davanti a Pd e M5S.
Oggi i sondaggi fotografano più o meno al 6% il partito guidato dal vicepremier Salvini.
Il che starebbe a significare che non ci sarebbe più posto in Parlamento per molti attuali senatori e deputati.
E quelle poche poltrone leghiste sarebbero riservate ai fedelissimi.
Con una nuova legge elettorale che in Parlamento elegge il capolista per il solo fatto di essere tale è già partita la corsa per essere tale.
E circolerebbe, scrive il Corriere della Sera, un appunto con i nomi dei candidati Lega alle politiche 2027.
Ci sarebbe tra i papabili il deputato Andrea Crippa, attuale commissario Lega Toscana.
Non ci sarebbe Giorgetti, “quello che ha la fama di essere il ministro bravo”, lo appella Renzi. Aggiungendo il senatore toscano: “Se lui è quello bravo e sbaglia i conti, potete immaginare gli altri?”.
Un Giorgetti reduce da un’aula quasi vuota alla Camera per presentare il documento programmatico di finanza pubblica e la relazione sullo scostamento di bilancio.
E non ci sarebbe nella lista di candidati per le politiche 2027 il capogruppo in Senato Massimiliano Romeo. Un Romeo critico, diciamo così, rispetto a Salvini. Come emerse in estate anche a Marina di Pietrasanta, protagonista in Versiliana insieme ad Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia.
Una resa dei conti in piena regola in Lega, così parrebbe.
Intanto la Lega va a congresso straordinario il 24 e 25 ottobre a Milano.
Congresso annunciato a sorpresa da Salvini a Pontida, per poi dimettersi come segretario in quanto passaggio necessario per candidarsi, con conseguente azzeramento di incarichi di vicesegretario.
Congresso “che nessuno di noi ha chiesto“, è stato chiaro Attilio Fontana.
Non candidatura unica quella del segretario uscente.
Ha annunciato la sua candidatura per la leadership Lega anche il senatore ex ministro Garavaglia.
“Ho convocato un congresso perché ci sia gente che si candidi, che fa proposte, porta idee, presenta mozioni. Quindi bene, più gente c’è che porta idee e meglio è“, il fair play di Salvini.
A differenza di Firenze 2025, Giorgetti non è stato incaricato da Salvini presidente del congresso di Milano 2026.



