“Qui sono molto arrabbiati con la comunità internazionale perché la comunità internazionale non permette alla Russia di fare in Ucraina quello che permette a Israele di fare in Palestina”.
Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei Latini a Gerusalemme, nel suo intervento in video collegamento all’evento ‘Per continuare a parlare di pace’, in assemblea legislativa Emilia-Romagna. Quattro anni di guerra Russia-Ucraina. Anniversario che, senza pace, va da sé, ha aperto il quinto anno di guerra.
Senza pace e, va detto, con grande difficoltà di negoziati, a oggi di fatto in un vicolo cieco. Visto che, passata la primissima fase di indignazione generale, e con circa due milioni di morti, tolta l’immagine di Zelensky e Trump immortalati al funerale di papa Francesco, rimane a oggi il summit in Alaska. Quello in cui Trump ha accolto Putin con tanto di red carpet.
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha intanto approvato una risoluzione in cui si chiede un “cessate il fuoco completo, senza condizioni e immediato” e una “pace complessiva, giusta e duratura” in Ucraina.
E il cardinale Zuppi: “La Chiesa, come ha chiesto il Papa, cerca solo che tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada della pace”.
Dunque, sostiene il cardinale Pizzaballa, la comunità internazionale non permette alla Russia di fare in Ucraina quello che permette a Israele di Netanyahu di fare in Palestina.
Comunità internazionale che con l’Europa da quattro anni sostiene Zelensky. Con Zelensky esempio vero del “Chiedete e vi sarà dato”.
Dall’Europa per Kiev intanto Circa 200 miliardi tra armi e sostegno economico, pacchetti vari di sanzioni alla Russia.
Ed è in arrivo per Kiev anche un prestito targato Ue da 90 miliardi. E’ chiara Von der Leyen: “Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”.
Non senza avere niente in cambio, visto che Zelensky ha annunciato un export di armi in Europa con tanto di produzione droni.
Intanto in Italia il Senato mercoledì 25 febbraio ha confermato la fiducia posta dal governo Meloni sul decreto Ucraina, approvando il testo per la conversione definitiva in legge. Il decreto proroga fino al 31 dicembre 2026 l’autorizzazione a cedere alle autorità ucraine mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, “con priorità per quelli logistici, sanitari a uso civile e di protezione dagli attacchi aerei e missilistici”.
Hanno votato ‘no’ tutte le opposizioni Pd, M5S, Avs, Italia Viva e Azione.
D’altronde, dice Zelensky, in quattro anni di guerra “Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini. Non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto il possibile per raggiungere la pace e garantire che ci sia giustizia”.
E lo dice pure il vicepremier Tajani, reduce dal Board of Peace ideato da Trump, “I russi di fatto hanno fallito, in quattro anni hanno conquistato il 18-19% del territorio ucraino compreso la Crimea, per cui ci vorranno decenni per conquistare tutta l’Ucraina. Alla fine anche i russi saranno costretti a sedersi a un tavolo e a trovare un accordo”. Aggiungendo: ”Gli americani, come sono riusciti a fermare la guerra in Palestina, penso che riusciranno a fermare anche questa guerra”.
Intanto l’Ucraina si prepara a boicottare la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi italiane dove sfileranno le bandiere di Russia e Bielorussia, come ha deciso il Comitato paralimpico internazionale. A differenza delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, dove c’era la bandiera di Israele ma non della Russia in nome di non è ben chiaro quale interpretazione di spirito olimpico.
Il vicepremier Tajani e il ministro dello sport Abodi: “Il Governo italiano esprime la sua assoluta contrarietà rispetto alla decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di ammettere a partecipare alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 sei atleti russi e quattro atleti bielorussi con l’esibizione dei propri emblemi nazionali, inno compreso.
Il Governo italiano ribadisce il dissenso già espresso, insieme ad altre 33 Nazioni e alla Commissione europea, sulla decisione di pieno reintegro dei Comitati paralimpici russo e bielorusso assunta dall’Assemblea Generale del Comitato Paralimpico Internazionale lo scorso 27 settembre, e rinnova la propria piena solidarietà e il proprio incondizionato sostegno all’Ucraina. Chiede, inoltre, al Comitato Paralimpico Internazionale di riconsiderare tale decisione.
La perdurante violazione della tregua e degli ideali olimpici e paralimpici da parte della Russia, appoggiata dalla Bielorussia, è incompatibile con la partecipazione dei loro atleti ai Giochi, se non come atleti individuali neutrali”.



