CARRARA – Carrara sarà la prima capitale toscana dell’arte contemporanea.
Lo hanno annunciato oggi (11 marzo) il presidente Eugenio Giani, l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti che erano presenti in Sala Pegaso di palazzo Strozzi Sacrati insieme alla sindaca di Carrara Serena Arrighi, all’assessora alla cultura del Comune Gea Dazzi e Stefano Pezzato, responsabile collezioni e archivi e coordinamento attività regionali del Museo Pecci di Prato.
La scelta nasce dal percorso che ha portato la città apuana tra le cinque finaliste per il titolo nazionale di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Un risultato che la Regione ha deciso di valorizzare istituendo questo nuovo riconoscimento.
“Carrara – spiega il presidente Giani – è stata l’unica città toscana a entrare nella rosa delle cinque finaliste a livello nazionale. Non essendo stata poi la prescelta, abbiamo ritenuto giusto riconoscerle il ruolo di Capitale dell’arte contemporanea per la Toscana. Con la sindaca Serena Arrighi concorderemo una serie di iniziative di grande qualità che possano valorizzare questo risultato. Carrara ha un’Accademia di Belle Arti di prestigio internazionale, è famosa nel mondo per il marmo e negli ultimi anni si è distinta per la vivacità e l’originalità delle sue iniziative culturali”.
“Carrara rappresenta pienamente lo spirito dell’arte contemporanea – ha proseguito Manetti – perché è un luogo dove molti artisti arrivano per cercare materiali e trovare ispirazione. Questa designazione sarà l’occasione per valorizzare ancora di più questa vocazione e costruire un calendario ricco di iniziative capace di raccontare la contemporaneità dell’arte e della cultura e promuovere il territorio”.
L’istituzione del titolo di Capitale toscana dell’arte contemporanea ha lo scopo di promuovere e sostenere la filiera dell’arte contemporanea, riqualificare spazi culturali, rafforzare la rete regionale e creare nuove opportunità di sviluppo e attrattività per le città toscane. Con questo riconoscimento la Regione Toscana dà inoltre seguito al sostegno che aveva accompagnato la candidatura di Carrara a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026.
La città apuana, già città creativa Unesco per l’arte e l’artigianato dal 2017, era stata selezionata nella cinquina delle finaliste dal ministero della cultura con il dossier Carrara: da 2mila anni contemporanea. Il progetto, realizzato con il coinvolgimento di numerose realtà pubbliche e private del territorio, con il supporto tecnico della Fondazione Fitzcarraldo di Torino, si articolava in cinque aree tematiche dedicate al rapporto tra arte, territorio, paesaggio e comunità.
Già nel corso del 2025 alcuni degli eventi previsti nel dossier sono stati realizzati, tra cui la grande mostra Per forza di levare. Michelangelo scultore nelle fotografie degli Archivi Alinari, dedicata all’opera di Michelangelo Buonarroti nell’anno in cui la Toscana celebra i 550 anni dalla sua nascita. L’esposizione, ospitata al Carmi di Villa Fabbricotti, è stata promossa dal Comune di Carrara in collaborazione con la Fondazione Alinari per la Fotografia.
Con il riconoscimento di Carrara come Capitale regionale dell’arte contemporanea, la Regione Toscana ribadisce il proprio sostegno alle iniziative e ai progetti che saranno realizzati per tutto il 2026 nella città apuana.
“Grazie al presidente Giani, all’assessora Manetti, a tutta la Regione Toscana e, non ultimo, a Giacomo Bugliani che come consigliere regionale presentò la mozione per l’istituzione di questo importante riconoscimento – dice la sindaca di Carrara Serena Arrighi -. Per Carrara è motivo di orgoglio essere insignita di questo titolo ed è per me noi uno sprone a continuare nel percorso di crescita attraverso la cultura che abbiamo iniziato ormai da anni. La candidatura a capitale italiana dell’arte contemporanea 2026 è stato un momento di svolta perché ci ha dato modo di riflettere e mettere a sistema un progetto complessivo un percorso di rigenerazione urbana e rilancio della città attraverso la cultura. Diverse delle azioni che avevamo previsto hanno già visto la luce e ora questo riconoscimento che arriva da Firenze è sicuramente un ulteriore stimolo a continuare su questa strada. Le iniziative a cui stiamo lavorando sono tante e tra le quali rientrano eventi ormai consolidati come White Carrara e C/Art, ma anche azioni come il censimento di tutti gli studi e i laboratori cittadini. Vogliamo che questo titolo lasci un’eredità duratura sul territorio per questo stiamo lavorando anche per realizzare alle cave il primo di una serie di grandi bassi rilievi direttamente nel cuore dei nostri bacini marmiferi. Abbiamo già contattato tre artisti di fama internazionale e con uno di questi il progetto è già in fase avanzata”.
“La redazione del dossier Carrara da 2mila anni contemporanea’è stato anzitutto un meraviglioso lavoro di squadra nel quale la Regione Toscana ha avuto un ruolo fondamentale – aggiunge l’assessora Dazzi – Al fianco della Fondazione Fitzcarraldo e di tutti i diversi curatori abbiamo immaginato una strategia che permettesse a Carrara di mettere a frutto quelle grandi potenzialità che fanno già, a tutti gli effetti, della nostra città una delle capitali dell’arte italiana. Tra artisti e artigiani, studenti e laboratori d’arte Carrara è un luogo dove, da 2mila anni, l’arte si rinnova quotidianamente. Un grazie infine alla Rete museale toscana del contemporaneo e in particolare a Stefano Pezzato, responsabile collezioni e archivi, coordinamento attività regionali del Pecci di Prato che ci hanno sempre sostenuto in questi lungo percorso e che continuerà a farlo”.
Il programma di Carrara Capitale dell’arte contemporanea 2026 si articola in cinque aree tematiche: Da 2mila anni contemporanea, che valorizza la lunga storia di Carrara come luogo di residenze artistiche dall’Impero romano a oggi; Cave di talenti, con iniziative dedicate alla trasmissione dei saperi tra artisti, artigiani e imprese; Cantiere culturale contemporaneo, che coinvolge gli artisti nella co-progettazione degli spazi urbani; Innesti, intersezioni e ibridazioni, dedicate al rapporto tra paesaggio, industria, lavoro ed educazione; Da 2mila anni libera, omaggio alla storia di Carrara come città di dissenso, diritti civili e resistenza.



