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martedì 7 Aprile 2026
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La carica del derby nelle parole di Abiuso: “I tifosi per strada ce lo avevano detto, non era una gara come le altre”

Le dichiarazioni di Luca D'Angelo, Calabrese, Calabro e Abiuso nel post partita

CARRARA – La Carrarese si impone 3-1 sullo Spezia al termine di un match intenso e ricco di gol, caratterizzato da un finale caotico e da una pioggia di espulsioni. La concreta prestazione dei padroni di casa vale la vittoria in un derby ad alta tensione. Al termine della gara sono intervenuti: Mr. Luca D’Angelo, Calabrese, Calabro e Abiuso.

Le dichiarazioni di D’Angelo

“Siamo partiti bene, ma dopo la nostra clamorosa occasione fallita, la Carrarese è passata in vantaggio e lì la squadra ha dimostrato un’evidente debolezza mentale. In dieci minuti abbiamo preso due gol, compreso il rigore. È il fatto che fa più rabbia, perché fino a quel momento stavamo gestendo bene la gara. Una partita dura cento minuti, non venticinque, e c’era tutto il tempo per recuperarla. Nel secondo tempo, infatti, siamo ripartiti bene trovando meritatamente il 2-1 e creando apprensione alla Carrarese. Poi, purtroppo, nel finale siamo rimasti addirittura in otto, rendendo praticamente impossibile ogni tentativo di rimonta.

Sul loro secondo gol la nostra disposizione preventiva prevedeva sei saltatori in area e tre giocatori posizionati fuori, al limite. Dietro c’erano due uomini più il portiere. Purtroppo abbiamo perso il contrasto iniziale a metà campo e, contro una squadra con qualità importanti nel ribaltare l’azione, abbiamo pagato a caro prezzo quell’errore.

La situazione non è semplice, ma lo sapevo anche prima di stasera. Se a cinque giornate dalla fine ci troviamo in questa posizione di classifica, significa che ci sono dei limiti evidenti da parte di tutti: giocatori, allenatore e società. Io sono la guida tecnica di questa squadra e, se i giocatori non rendono, non sono certo esente da colpe. Non mi tiro mai indietro: se le cose non dovessero andare bene, sarò io il primo responsabile e mi fa male dirlo. La squadra però non lesina mai l’impegno, né in settimana né in partita.

Dobbiamo renderci conto, io per primo e la maggioranza dei calciatori, che queste ultime cinque gare sono le più importanti della nostra carriera. È drammatico dirlo, perché a inizio stagione si fanno ottimi propositi e si pensa di essere i più forti e i più bravi. Il campo ha dimostrato che non è così. Ci giochiamo tantissimo: se non riusciamo a salvare lo Spezia, non sarà una bella vetrina per nessuno di noi.

All’inizio ero molto felice perché la squadra aveva approcciato la partita benissimo, senza farsi condizionare da un ambiente caldo. Eravamo partiti meglio noi della Carrarese. Il gol mangiato ci ha spaventati e, dopo aver subìto la prima rete, abbiamo gestito malissimo il finale di primo tempo. Questa è la cosa che mi dispiace di più. Per quanto riguarda i contropiedi subiti, partiamo dal presupposto che la Carrarese è una squadra costruita per giocare in quel modo. Avevamo preso le nostre precauzioni, ma una volta andati sotto 2-0 la squadra si è inevitabilmente allungata per cercare di recuperare, e contro avversari così abili negli spazi aperti diventa tutto maledettamente più complicato. Sono però convinto che possiamo ancora giocarcela e invertire un destino che oggi sembra segnato; spero che i tifosi, pur essendo giustamente delusi, ci diano una grossa mano”.

Le dichiarazioni di Calabrese

“Il mister non vorrebbe che ne parlassimo, ma adesso siamo a meno due dal Cesena e ci siamo avvicinati parecchio. Ovviamente ci aspettano altre partite importanti: cercheremo di dare sempre il massimo, con la consapevolezza di essere lì in alto e pronti a giocarci tutte le nostre carte.

In settimana lavoriamo molto su queste situazioni tattiche, studiando bene chi deve attaccare lo spazio e chi deve coprire preventivamente. Sulle ripartenze sappiamo di poter contare sui nostri ‘quinti’ che corrono forte e su compagni che si propongono sempre bene in avanti. Sicuramente i contropiedi rappresentano una delle nostre armi principali.

Credo che la squadra abbia fatto un ulteriore step mentale nel capire e gestire i diversi momenti della partita. Sul 2-1 l’inerzia poteva girare a loro favore, invece siamo stati bravi a rimanere lucidi e a saper soffrire, perché abbiamo patito un po’ la loro pressione a inizio secondo tempo. Però siamo rimasti in partita, abbiamo trovato il 3-1 e da lì, in pratica, è andato tutto in discesa.

Sono felicissimo. A essere sincero, era da tantissimo tempo che aspettavo di segnare. Riuscire a trovare il gol proprio in una partita del genere, sapendo l’importanza che riveste per la piazza di Carrara, mi rende veramente orgoglioso e contento”.

Le dichiarazioni di Calabro

“No, non è la chiusura di un cerchio. Ci sono ancora cinque partite da giocare, non abbiamo nessun obiettivo in tasca. Sicuramente è una soddisfazione enorme che questi ragazzi hanno regalato a un’intera città, a un ambiente passionale che si merita di vivere questi momenti. Sono stati al nostro fianco nei momenti belli, ma soprattutto ci hanno sostenuto in quelli negativi. Questo risultato è il frutto dei sacrifici che abbiamo fatto tutti insieme per uscire dalle difficoltà. Dedico questa vittoria a tutto il popolo di Carrara, dai bambini agli anziani: è un regalo che la squadra ha voluto fare loro.

Non ho mai considerato Illanes o altri ragazzi come delle ‘riserve’. Ero sempre molto tranquillo sul loro utilizzo in caso di necessità. Lo stesso vale per Parlanti, che ha avuto una crescita costante mettendosi sempre a disposizione in allenamento. È nel DNA del nostro gruppo di lavoro, e della società, saper aspettare i giovani e valorizzarli al massimo. Bisogna fare i complimenti all’area scouting e alla dirigenza: se individuano potenzialità importanti, poi sta allo staff tecnico farle emergere attraverso il lavoro.

Se siamo alla terza vittoria consecutiva non ci sono segreti, c’è solo il duro lavoro quotidiano. Ho un gruppo di giocatori che si mette a disposizione di uno staff tecnico che lavora per loro h24. Solo così si ottengono questi risultati.

Oggi, a differenza di altre volte, appena l’arbitro ha fischiato la fine non sono rientrato subito negli spogliatoi: ho preteso di godermi lo spettacolo della curva. Ogni tanto ci vuole, bisogna rendersi conto della bellezza di ciò che stiamo facendo e di questi tifosi che hanno riempito un settore intero. Ma poi faccio subito un passo indietro. I veri protagonisti sono i giocatori, ed è giusto che siano loro a prendersi gli applausi. Io devo equilibrare l’ambiente, perché non è finito niente. I ragazzi hanno voluto seguire la strada del lavoro e della persuasione tattica, per questo i complimenti per la mentalità vanno tutti a loro.

La svolta c’è stata dopo le partite contro Catanzaro e Palermo. Lì meritavamo sei punti e ne abbiamo raccolto solo uno. Ci siamo chiusi nello spogliatoio e ho detto loro: ‘Se credete in quello che facciamo da due anni e mezzo e non fate un passo indietro sul nostro progetto tecnico, noi possiamo arrivare ai play-off’. L’ho detto un mese fa. Se invece avessimo iniziato a dubitare delle nostre certezze, avremmo rischiato di retrocedere. Loro hanno scelto di credere in noi.

Non ha senso nascondersi o fare gli ipocriti: oggi la realtà dice che possiamo guardare in alto. Ora andremo a Reggio Emilia per una partita difficilissima e dovremo fare la gara perfetta. Crederemo in qualcosa di importante, che sia la salvezza o qualcosa di più. Alla fine del campionato tireremo una linea e vedremo dove saremo arrivati

Oggi la partita l’abbiamo dovuta vincere due volte. La prima volta fino al rigore sbagliato del possibile 3-0. Dopo quell’episodio la gara si è complicata, anche perché lo stadio si è intimorito e noi viviamo molto di emozioni: se avessimo segnato, la partita sarebbe finita lì. Invece abbiamo subito il contraccolpo. Dall’altra parte c’era lo Spezia, una squadra forte, ben allenata, con giocatori importanti, che sta attraversando un momento negativo in una categoria difficilissima. Quando abbiamo preso il gol del 2-1 c’era il rischio di abbassarsi troppo, ma siamo stati bravi a non cedere e a trovare il gol per chiuderla.

Essere accostato a Vincenzo Italiano è un complimento enorme. Lo stimo molto, è un amico e un allenatore capace, carismatico, che sa come gestire un ambiente e una squadra.
Per quanto riguarda Abiuso, nell’intervallo non gli ho detto nulla per il rigore sbagliato. Non era facile reagire, ma ha segnato un eurogol incredibile: la sua reazione in campo ha parlato da sola, non c’era bisogno di aggiungere altro”.

Le dichiarazioni di Abiuso

“Sono molto contento a livello personale, perché forse solo un anno fa, dopo un rigore sbagliato, sarei uscito completamente dalla partita. Avere avuto questa reazione mi dà la conferma che sto crescendo molto anche dal punto di vista mentale. Per quanto riguarda il mio gol annullato, l’arbitro ha valutato lo stop del giocatore dello Spezia, credo fosse Valoti, come un tocco difettoso e una semplice deviazione, non come una giocata volontaria, e quindi ha fischiato la posizione di fuorigioco.

Purtroppo sul rigore sono scivolato sul piede d’appoggio: ho toccato la palla prima con il sinistro e poi con il destro, e la conclusione è finita alta. Mi dispiace, perché ci lavoro tanto in allenamento. Per un attaccante i rigori sono occasioni importantissime nel corso di un campionato, ma stavolta è andata così.”

Il nostro segreto è proprio l’unione. Siamo un gruppo giovane – i ‘vecchi’ mi massacreranno per questa frase, ma è così – e profondamente unito. Siamo rimasti sul pezzo anche nei momenti di maggiore difficoltà, e questo è stato possibile grazie alla società, ai tifosi e al mister. Il segreto è lavorare bene giorno per giorno, sia quando le cose vanno per il verso giusto, sia quando, come qualche mese fa, le prestazioni c’erano ma i punti non arrivavano.

Oggi abbiamo dovuto vincere la partita due volte. Sul 2-1 c’era da stringere i denti, ma ci siamo compattati. È normale, in una gara ci sono diverse fasi ed è quasi impossibile dominare per novanta minuti interi. Ci siamo detti che quando c’è da soffrire lo si fa tutti insieme, dal nostro portiere Marco (Bleve, ndr) fino a noi attaccanti. Poi, appena abbiamo ripreso campo, siamo stati bravi a chiuderla

Questa è una vittoria che vale tantissimo. I tifosi ci hanno fatto capire chiaramente l’importanza del derby per questa città: nelle ultime due settimane, chiunque incontrassimo per strada ci diceva semplicemente ‘mi raccomando, non è una partita come le altre’. La piazza, il mister e la società ci hanno trasmesso un entusiasmo e una voglia di schiacciare l’avversario incredibili. Siamo scesi in campo perfettamente consapevoli di quanto contasse.

Il mio obiettivo personale di gol? Come sempre, non lo dico. Rimaniamo così, ne riparleremo a fine stagione. Per quanto riguarda i play-off, citati dal mister, credo che la cosa più importante sia continuare a pensare partita per partita. Adesso testa alla Reggiana, poi a fine campionato tireremo le somme”.

© Riproduzione riservata

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