PONTEDERA – L’atrio dell’ospedale ‘Lotti’ di Pontedera ha fatto da cornice, nella giornata di sabato 18 aprile, a una cerimonia di consegna che rafforza la dotazione tecnologica del presidio. Il Rotaract Club Pontedera ha donato al reparto di Neurologia tre nuove cuffie per l’esecuzione di elettroencefalogrammi. L’iniziativa benefica rientra nel perimetro del progetto Uno su mille, un percorso di sensibilizzazione e supporto dedicato in modo specifico alle varianti rare di epilessia.
L’arrivo di questi dispositivi medici avrà una ricaduta pratica immediata sulle attività ambulatoriali. Le strumentazioni saranno infatti impiegate nella diagnostica elettrofisiologica dei numerosi pazienti che si rivolgono quotidianamente al presidio con sospetta patologia epilettica. Il loro utilizzo consentirà ai medici di eseguire esami più accurati, elevando lo standard qualitativo dell’assistenza sanitaria e fornendo un aiuto decisivo nello studio dei quadri clinici più rari e di difficile interpretazione.
All’evento ha preso parte una nutrita delegazione del mondo del volontariato locale, a dimostrazione della sensibilità dei più giovani verso i bisogni di salute della comunità. Erano presenti il presidente del Rotaract locale, Edoardo Colombini, accompagnato da un folto gruppo di soci, e il presidente del Rotary Club Pontedera, Antonio Pagliazzo.
Sul fronte istituzionale, a ricevere il materiale per conto dell’ospedale sono intervenute Sara Civitelli, in rappresentanza della direzione medica, e Simona Vallini per la direzione infermieristica, affiancate da Giovanni Grazi, alla guida del dipartimento delle Specialità mediche dell’Azienda USL Toscana nord ovest. I dispositivi sono poi passati formalmente in carico agli specialisti che li utilizzeranno sul campo: Carlo Rossi, direttore facente funzione dell’unità operativa di Neurologia, e Cristina Frittelli, responsabile dell’ambulatorio epilessia.
A margine dell’incontro, l’Azienda USL Toscana nord ovest ha rivolto i propri ringraziamenti formali ai club promotori della donazione. I vertici sanitari hanno colto l’occasione per ribadire quanto la cooperazione attiva tra il tessuto associativo del territorio e i presidi di cura rappresenti un elemento prezioso e irrinunciabile per far crescere e migliorare il servizio pubblico.



