15.3 C
Firenze
mercoledì 20 Maggio 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Il futuro dell’assistenza medica parla toscano: l’umanoide dell’Università di Pisa in corsia per i malati di SLA

La robotica 'soffice' entra nelle strutture sanitarie: ALTER-EGO, sviluppato da IIT e ateneo pisano, è il nuovo alleato tecnologico per alleggerire il carico di medici e infermieri

L’alta ingegneria toscana segna un traguardo fondamentale nell’integrazione tra intelligenza artificiale e pratica clinica quotidiana. Frutto della sinergia tra l’Università di Pisa e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), la piattaforma robotica ALTER-EGO è attualmente impiegata in una sperimentazione pilota presso l’IRCCS Maugeri di Milano. L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto Fit4MedRob, sostenuto dai fondi del Piano complementare al PNRR, con l’obiettivo di affiancare pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e altre malattie neurodegenerative, coprendo sia le necessità ospedaliere che quelle domestiche.

Sviluppato nei laboratori toscani applicando i dettami della ‘Soft Robotics’ (la robotica soffice), ALTER-EGO è un umanoide alto 120 centimetri che si sposta su due ruote. Il suo punto di forza risiede nella sicurezza dell’interazione con l’uomo: le braccia funzionano come muscoli artificiali a rigidità variabile, mentre le mani poli-articolate, denominate ‘SoftHand’, permettono prese delicate e funzionali, come afferrare oggetti o aprire porte.

L’umanoide può operare su tre livelli. Nella modalità di ‘telepresenza’, guidato tramite visore e joystick, funge da vero e proprio avatar per il medico, consentendo visite di follow-up a distanza direttamente a casa del paziente. Nelle modalità autonome o semi-autonome, il dispositivo sgrava il personale sanitario dalle incombenze ripetitive: dall’accoglienza nei reparti, alla somministrazione di test basilari come la scala VAS per il dolore, fino all’orientamento logistico. L’approccio multidisciplinare, basato su focus group che hanno coinvolto medici, ingegneri, infermieri e pazienti, ha portato all’individuazione di sei macro-aree di intervento, focalizzandosi in particolare sull’assistenza a distanza.

La voce dei protagonisti

L’interazione tra lo sviluppo tecnologico toscano e l’applicazione clinica milanese è stata commentata dai diretti interessati, i quali sottolineano il valore aggiunto del progetto nel delicato passaggio dei pazienti dalla clinica alle proprie abitazioni.

La dottoressa Rachele Piras, neurologa dell’IRCCS Maugeri Milano, inquadra così le finalità dell’iniziativa: “Il progetto ALTER-EGO, – (A)ssistive (L)iving and (T)reatment (E)nvironments for (R)obotic (E)quipment and (G)uided (O)perations – nato qualche anno fa, ha da subito mirato all’utilizzo della robotica umanoide in un momento particolarmente delicato del percorso dei pazienti: il rientro a casa dopo un periodo di ospedalizzazione, una fase che sappiamo essere critica sia dal punto di vista clinico sia umano – dichiara la dott.ssa Rachele Piras, neurologa dell’IRCCS Maugeri Milano -. Da qui l’idea di utilizzare il robot ALTER-EGO come strumento di continuità assistenziale tra ospedale e territorio: non solo come “presenza” del medico, ma come estensione dell’intero team multidisciplinare (fisioterapisti, infermieri, psicologi), inizialmente in modalità teleoperata (avatar) e successivamente come supporto autonomo attraverso video, promemoria e monitoraggi. Le simulazioni di assistenza domiciliare in corso all’IRCCS Maugeri Milano rappresentano il primo passo concreto verso questa prospettiva futura”.

Sulla sinergia tra ricerca e corsia ospedaliera interviene Christian Lunetta, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione Neuromotoria Maugeri: “L’obiettivo del percorso intrapreso da Maugeri con Istituto Italiano di Tecnologia e Università di Pisa è creare un dialogo reale tra clinici e ingegneri, permettendo alla tecnologia di rispondere a bisogni clinici concreti e ai clinici di comprendere fino in fondo le potenzialità della tecnologia”.

Per il team di sviluppo, Manuel Catalano, ricercatore responsabile dell’Unità NuBots dell’IIT, evidenzia l’impatto sul lavoro quotidiano: “I focus group con tutti gli utilizzatori finali sono una peculiarità di questo progetto e hanno permesso di individuare gli specifici compiti ritenuti davvero utili dal personale e dai pazienti da implementare sul robot – spiega Manuel Catalano, ricercatore responsabile dell’Unità NuBots dell’Istituto Italiano di Tecnologia – IIT -. In particolare, ALTER-EGO è stato percepito come uno strumento capace di alleggerire il carico di lavoro degli operatori sanitari, permettendo loro di dedicare più tempo alle attività che richiedono competenze cliniche e relazionali. Inoltre, i risultati mostrano un approccio positivo al robot da parte di tutti gli stakeholder coinvolti e un’elevata usabilità anche tra persone non esperte”.

Infine, il professor Antonio Bicchi, docente di Robotica all’Università di Pisa e ricercatore IIT, traccia le prospettive future della piattaforma toscana: “Il progetto guarda anche al futuro: sono in fase di sviluppo soluzioni che permetteranno ai pazienti di controllare direttamente il robot attraverso i loro movimenti residui, trasformando ALTER-EGO da avatar del clinico a vero ausilio personale – dichiara il prof. Antonio Bicchi, professore di Robotica all’Università di Pisa e ricercatore dell’Istituto Italiano di Tecnologia -. Nel complesso, lo studio propone un modello replicabile per l’introduzione responsabile della robotica avanzata nei contesti di cura, contribuendo a colmare il divario tra ricerca sperimentale e applicazione reale. Un passo importante verso una sanità più innovativa, sostenibile e attenta ai bisogni delle persone, in particolare nelle patologie neurodegenerative”.

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Firenze
cielo coperto
15.3 ° C
16.1 °
14.4 °
76 %
1kmh
100 %
Mer
25 °
Gio
28 °
Ven
29 °
Sab
28 °
Dom
28 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS

Video news