Dopo la notizia dell’operazione condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Pisa, arriva la presa di posizione ufficiale dell’Azienda USL Toscana nord ovest. I vertici sanitari intervengono per fare scudo e manifestare totale vicinanza a medici, infermieri e a tutti gli operatori del Servizio psichiatrico diagnosi e cura (SPDC) dell’ospedale Santa Chiara, vittime in questi mesi di un clima di terrore.
L’arresto del paziente di 28 anni, formalmente accusato di aver messo in atto un gravissimo e prolungato stalking ai danni dello staff medico e destinato al ricovero in un reparto di osservazione psichiatrica carceraria, chiude una fase di profonda angoscia per i lavoratori. Le pesanti e continue minacce, che si sono spinte fino alla minaccia di morte, hanno infatti riaperto una ferita mai sanata all’interno del presidio ospedaliero. Le intimidazioni facevano riferimenti brutali, specifici e particolarmente dolorosi alla tragedia della dottoressa Barbara Capovani, la psichiatra barbaramente assassinata tre anni fa proprio davanti a quella stessa struttura.
A farsi portavoce del sollievo e della gratitudine dell’Azienda è la direttrice generale Maria Letizia Casani: “Rivolgo il più sentito ringraziamento alla Polizia di Stato e alla Procura della Repubblica di Pisa – evidenzia la direttrice generale dell’Asl Maria Letizia Casani – per la rapidità e l’efficacia delle indagini che hanno portato all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sapere che le istituzioni rispondono con fermezza a tutela di chi lavora in prima linea è fondamentale per la serenità dei nostri operatori.”
L’epilogo giudiziario di questa vicenda offre alla Direzione e ai colleghi l’occasione per onorare ancora una volta, con immutato affetto, la memoria della dottoressa uccisa sul posto di lavoro.
“Barbara – prosegue la dottoressa Casani – non era solo una psichiatra stimata, ma un vero e proprio simbolo di dedizione al servizio pubblico. Ringrazio ancora le colleghe e i colleghi della Psichiatria che, nonostante il peso psicologico di minacce così gravi e rievocative, continuano a impegnarsi quotidianamente con determinazione e costanza per mantenere vivo il suo ricordo e proseguire il delicato lavoro di assistenza e cura dei pazienti. L’impegno della nostra Azienda proseguirà con fermezza nella direzione intrapresa negli ultimi anni sui temi della prevenzione e della sicurezza dei lavoratori, applicando la tolleranza zero rispetto a qualsiasi forma di aggressione, verbale o fisica. L’Azienda ribadisce tuttavia che, oltre alle misure di sicurezza e all’indispensabile protezione delle Forze dell’Ordine, è quanto mai necessario un ulteriore salto culturale all’interno della nostra comunità per restituire il dovuto rispetto e la massima tutela a chi si prende cura della salute pubblica.”



