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Veicoli a guida autonoma: da Cnr, Unipi e Mit una nuova infrastruttura comunicativa per la sicurezza stradale

Ricercatori toscani col Massachusetts lanciano il protocollo Tlm: i robotaxi dialogheranno coi semafori senza controllo remoto

PISA – La sicurezza e l’efficienza dei veicoli a guida autonoma compiono un passo avanti grazie a una sinergia accademica internazionale che coinvolge l’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa, l’Università di Pisa e l’Auto-Id Lab del Massachussetts Institute of Technology. Il team di ricerca ha elaborato una soluzione tecnologica mirata a svincolare i robotaxi dalla necessità di un controllo umano da remoto. Attualmente, infatti, le vetture autonome in circolazione negli Stati Uniti richiedono spesso l’intervento di operatori a distanza per decifrare scenari stradali ambigui, come cantieri o segnaletica complessa; una criticità sistemica recentemente finita al centro di un’indagine del Congresso statunitense.

Per superare l’impasse e l’eventuale latenza delle reti internet, gli studiosi hanno sviluppato Time-Logic-Map (Tlm), un protocollo di messaggistica avanzato presentato alla Vehicle Technology Conference di Chengdu. Questo sistema trasferisce le direttive di guida dall’assistenza remota direttamente all’infrastruttura fisica locale. Attraverso la tecnologia Vehicle-to-Everything (V2X), elementi urbani come semafori e incroci trasmettono in tempo reale all’automobile pacchetti di dati leggeri e costantemente aggiornati, spiegando alla vettura come muoversi in sicurezza.

Il funzionamento del protocollo traduce la segnaletica stradale – originariamente pensata per l’occhio umano e di difficile interpretazione per i sensori automobilistici – in un linguaggio spaziale dedicato alle macchine. Il sistema si articola su tre flussi di informazioni complementari: la geometria esatta della carreggiata, fondamentale per mantenere l’orientamento anche in assenza di copertura satellitare; le regole logiche di scorrimento, per definire le precedenze e le corsie effettivamente percorribili; e infine la sincronizzazione temporale, che allinea la marcia del veicolo ai cicli semaforici.

Attualmente, l’architettura Tlm sta affrontando una fase di sperimentazione all’interno di un simulatore virtuale (digital twin). Una volta validati i modelli digitali, il progetto prevede il trasferimento dei test in un ambiente fisico controllato, per poi approdare in via definitiva sulle reti viarie aperte al traffico.

© Riproduzione riservata

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