CARMIGNANO – Poteva trasformarsi in un dramma l’inizio di questo 2026 per una giovane famiglia residente nel comune mediceo di Carmignano. Ieri mattina (4 gennaio) un intero nucleo familiare di origine pachistana – padre, madre e due figli piccoli di sette e quattro anni – è rimasto vittima di un’intossicazione da monossido di carbonio tra le mura di casa.
L’allarme è scattato quando i quattro si sono presentati al pronto soccorso del Santo Stefano di Prato con i sintomi inequivocabili del killer silenzioso: spossatezza, nausea e forti emicranie. Immediata l’attivazione dei protocolli d’emergenza da parte del personale sanitario. Mentre i genitori, dopo i primi accertamenti e le cure del caso, hanno mostrato un rapido miglioramento tanto da essere già stati dimessi dall’ospedale pratese, l’attenzione si è concentrata sui due bambini.
I piccoli, nonostante non siano in pericolo di vita, sono stati trasferiti in codice giallo al Meyer di Firenze. Per loro si è reso necessario il ricovero nel centro specializzato pediatrico per avviare il trattamento in camera iperbarica, passaggio fondamentale per ossigenare i tessuti e scongiurare conseguenze future.
Sul fronte delle indagini, resta da chiarire cosa abbia innescato la fuoriuscita del gas. Le prime ipotesi si concentrano sul malfunzionamento di una stufa o di una caldaia, complice forse il calo delle temperature di queste ore che ha spinto a tenere accesi gli impianti più a lungo.
Un episodio che torna a porre l’accento sulla vitale importanza della manutenzione degli impianti di riscaldamento, specialmente nelle abitazioni meno recenti, per evitare che la ricerca di calore si trasformi in una trappola invisibile.



