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Camorra in Toscana, 18 imprenditori indagati: “Favoriti Casalesi”

Indagini GdF Firenze e Vicenza coordinate Dda Firenze. Notificato avviso conclusione indagini da Procura di Firenze. Indagati anche a Massa Carrara e Grosseto. Imprenditore edile originario di Casaluce trapiantato a Grosseto già condannato per estorsione aggravata da metodo mafioso

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FIRENZE – Camorra in Toscana, 18 imprenditori indagati: “Favoriti Casalesi”.

Camorra in Toscana, la Procura della Repubblica di Firenze con una nota firmata dal procuratore Filippo Spiezia rende noto, nell’ambito di un’indagine della Guardia di Finanza di Firenze e Vicenza, di aver  notificato un avviso di conclusione di indagini nei confronti di 18 imprenditori.

“A contrasto di un sodalizio dedito alla commissione di una pluralità di reati economico-finanziari con l’aggravante dell’aver favorito e rafforzato il clan camorristico dei Casalesi”

I 18 soggetti sono originari o residenti tra le province di Grosseto, Caserta, Roma, Pordenone, Messina, Massa Carrara, Brescia, Vicenza e Trento.

Secondo quanto riporta una nota della Procura, i finanzieri del Nucleo Pef Firenze-Gico di Firenze e del Nucleo Pef di Vicenza coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze tra il 2019 e il 2024, “hanno svolto indagini finalizzate ad approfondire le dinamiche di un gruppo imprenditoriale contiguo al clan dei Casalesi, operante prevalentemente in Toscana attivo su tutto il territorio nazionale, “dedito alla commissione di diversi delitti quali “impiego di denaro di provenienza illecita, emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, trasferimento fraudolento di valori e la bancarotta fraudolenta”.

In particolare le indagini si sono incentrate “su un imprenditore operante nel settore edile, originario di Casaluce e trapiantato a Grosseto, “già condannato dalla Corte di Appello di Napoli per estorsione aggravata dal metodo mafioso per aver agevolato il gruppo criminale di Vincenzo Zagaria”.

Gli inquirenti avrebbero documentato che l’imprenditore trapiantato a Grosseto “attraverso società intestate ai suoi prestanome, avrebbe reimpiegato capitali di provenienza illecita pari ad almeno 300mila euro riferibili a un soggetto contiguo al clan dei Casalesi, imputato per auto-riciclaggio e frode fiscale e già coinvolto in indagini in materia di criminalità organizzata di matrice camorristica”.

Durante le indagini raccolti anche “elementi riguardanti un’ipotesi di bancarotta contestata allo stesso ed altri imprenditori, sempre vicini al clan dei Casalesi, che avrebbero depauperato una srl con sede a Verona, cagionandone il fallimento. In particolare avrebbero distratto fraudolentemente in· favore di altre imprese agli stessi riconducibili denaro, materiali, attrezzature e contratti d’appalto, quantificabili in quasi 5.000.000 di euro”.

Destinatari dell’avviso di conclusione di indagini sono risultate anche due società a responsabilità limitata con sede in Grosseto per responsabilità amministrativa, “consistente nell’agevolazione dell’attività della citata associazione di tipo camorristico”.

© Riproduzione riservata

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