Limatola: “Troppi incidenti, anche mortali, si sono verificati su questa arteria: dietro al macabro dato numerico, ci sono storie, persone in carne e ossa, famiglie distrutte e comunità ferite”.

E sempre lo scorso aprile, in Consiglio regionale l’approvazione della mozione a prima firma Linda Bai, Pd, con i dem Franchi, Trapani, Mazzeo, Bezzini, Spinelli, Lorenzetti, e Galletti, M5S, “in merito alle conseguenze del definanziamento operato dal Governo in relazione agli interventi destinati all’adeguamento ed alla messa in sicurezza del ‘Corridoio Tirrenico’”.
“Questa mozione intende porre l’attenzione sul Corridoio Tirrenico, sul progetto di collegamento tra la autostrada A12, a nord, nel tratto appunto Livorno – Civitavecchia con il sud della costa”, aveva introdotto Bai.
“È una storia lunga sulla quale abbiamo detto che prendiamo atto del mancato finanziamento nel bilancio 2026 da parte del governo, del primo lotto, che era previsto. È una storia lunga, è una storia di decenni”.
Durante la discussione in aula, Giani, presidente Regione Toscana, qui il verbale con il resoconto, si era appellato rispetto a Salvini: “Lo dico in modo accorato e non partitico, votiamo insieme questa mozione e lavoriamo tutti per convincere il ministro Salvini a rendersi conto dell’importanza strategica del finanziare ANAS per realizzare almeno quel lotto e quei due sublotti, da Fonteblanda a Pescia Fiorentina, avremmo già l’ottanta per cento del risultato”.
Giani aveva ripercorso la storia: “Un argomento decisivo su cui la Regione in realtà non ha nessun potere perché si tratta di un argomento nel quale l’arteria è un’arteria che,
nella ricostruzione della consigliera, come avete ben capito, partiva dal presupposto di
un’asse autostradale, e magari fosse stata fatta quella autostrada, almeno avevamo la rete ben costruita. Però a Grosseto scoppiò la rivoluzione, guidata dal vicesindaco, Vivarelli Colonna, ma devo dire è bipartisan. Vi furono tutti i sindaci e, conseguentemente il centrodestra e il centrosinistra li vediamo tutti in piazza. E quindi “no all’autostrada, sì all’Aurelia bis”.
Una questione su cui si era speso a lungo il senatore toscano Altero Matteoli, ex ministro ed ex sindaco di Capalbio, che proprio su quelle strade perse la vita nel 2017.



