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Colle Val d’Elsa e Massa in finale per la Capitale italiana della cultura, Fiesole è out

Rammarico per l'esclusione eccellente. L'assessora regionale Manetti: "Una straordinaria conferma della vitalità culturale della Toscana"

FIRENZE – Colle Val d’Elsa e Massa fra le finaliste per la capitale italiana della cultura, non c’è invece Fiesole. Questa la decisione della giuria chiamata a selezionare la titolare dell’organizzazione di eventi per il 2028. 

Soddisfazione e orgoglio sono stati espressi dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per l’inserimento di Colle Val d’Elsa e Massa nella rosa delle dieci città che concorreranno a Città italiana della cultura per il 2028. “Ambedue – sottolinea il presidente Giani – hanno i titoli per diventarlo, con programmi e iniziative che si accompagnano al senso della storia e dell’identità culturale particolarmente evidente”.

“Provo invece dispiacere – continua Giani – che fra le dieci città non sia entrata Fiesole, che si presentava con un programma di iniziative ricco di quella caratura storica e culturale che ben conosciamo. Ma sarà per la prossima volta. A questo punto la Regione Toscana si adopererà a sostenere e a rafforzare ancora di più la presentazione dei progetti di Colle e Massa in vista della scelta finale, con l’auspicio di ritornare ad avere una delle nostre città capitale della cultura italiana dopo l’ultima volta che questo è accaduto, ovvero con Pistoia nel 2017”.

“La presenza di Colle di Val d’Elsa e Massa tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 è la conferma della qualità dei progetti presentati”. Così l’assessora alla cultura Cristina Manetti commenta la decisione.

“I due progetti Colle28. Per tutti, dappertutto e La luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane  incontrano la storia raccontano territori capaci di innovare, includere e valorizzare identità e paesaggio. I miei complimenti – ha aggiunto Manetti – vanno a tutte le persone che hanno lavorato alla scrittura di questi due programmi, frutto di visione, competenza e profondo legame con le comunità locali. È motivo di orgoglio vedere ancora una volta la Toscana protagonista a livello nazionale”.

Manetti sottolinea però stupore per l’assenza di Fiesole dall’elenco dei finalisti: “Non posso però nascondere il forte rammarico per l’esclusione di Fiesole, una città di straordinario valore storico, culturale e simbolico, il cui progetto avrebbe meritato di arrivare fino in fondo a questa selezione. Il percorso intrapreso resta comunque importante e rappresenta una base solida per il futuro. La Regione Toscana continuerà a sostenere tutte le realtà che investono nella cultura come leva di crescita, coesione e sviluppo”.

Così il Comune di Fiesole: “Facciamo i nostri complimenti a tutte le città che come noi si sono messe in gioco, sia a quelle che si contenderanno il titolo che a quelle che non sono state selezionate, e in particolare a quelle toscane; con tutte vogliamo continuare a collaborare, convintamente. Ringraziamo il ministero della cultura e tutti i membri della giuria per il lavoro svolto nella valutazione dei dossier. Ringraziamo soprattutto tutti i cittadini che hanno partecipato, tutte le istituzioni, le associazioni culturali, le imprese, i media che ci hanno seguito e sostenuto. Siamo molto dispiaciuti per non essere stati ammessi alla fase finale del bando per la capitale italiana della cultura. Abbiamo lavorato duramente per oltre un anno e ora vogliamo approfondire cosa è successo e cosa nel nostro lavoro non ha convinto la giuria. Per questo motivo faremo una richiesta di accesso agli atti per capire meglio il meccanismo di selezione”.

“Il dossier che abbiamo presentato sarà utile: è uno strumento di progettazione di sviluppo della comunità con cui continueremo a lavorare – prosegue Fiesole – Ci crediamo molto, perché è stato costruito insieme a tutti i cittadini, perché rappresenta una visione condivisa del futuro di Fiesole. La cultura rimane al centro del nostro progetto di comunità e non vediamo comunque l’ora di iniziare questo cammino insieme, di mettere in pratica le idee e i progetti che abbiamo immaginato. Il percorso continua con la stessa passione e lo stesso impegno di sempre. A presto per nuove iniziative collettive, basate sul dialogo e sulla costruzione di un percorso di pace”.

Esulta invece per Massa Fratelli d’Italia: “Esprimiamo grande soddisfazione nell’apprendere che Massa è una delle dieci città candidate a diventare la capitale italiana della cultura 2028, grazie al progetto La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia – dice il deputato apuano di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese -Il nostro è un territorio che, dalla città di Massa fino all’intera provincia, ha puntato molto sulla cultura, anche attraverso l’investimento specifico dei fondi del Pnrr destinati a strutture culturali che sono state riqualificate ed ammodernate. Il dossier presentato, fin dal titolo, ben racconta uno dei temi conduttori che lo hanno caratterizzato, quello dell’identità al centro. La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia infatti, non solo racchiude gli elementi peculiari della terra apuana, ma accoglie e coinvolge quelli di tutta la provincia, la Lunigiana, Carrara, fino a Luni, varcando così i confini della stretta geografia. Un tale progetto ha certamente tutte le carte in regola per essere il vincitore, mentre oggi vive questo primo importante riconoscimento nel classificarsi tra i finalisti. Questa terra di frontiera, è scrigno di un’identità culturale che fa parte della sua storia e che, oggi, è ancor più proiettata verso il futuro”.

© Riproduzione riservata

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