E’ polemica per il corteo annunciato il 7 marzo a Prato da ‘Remigrazione e riconquista’, presidente Luca Marsella, portavoce di CasaPound.
Tappa toscana di una manifestazione nazionale che segue la marcia a Bolzano prevista sabato 28 febbraio.
Il Comitato Remigrazione e riconquista, si legge sul sito, “nasce come iniziativa congiunta di quattro realtà fondatrici – CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, VFS e Brescia ai Bresciani”.
Remigrazione e riconquista: “La nostra scelta per la prima manifestazione nazionale in Toscana è ricaduta su Prato, città simbolo dell’immigrazione di origine cinese e che ha visto negli anni una progressiva trasformazione in Chinatown del centro Italia”.
Anpi e Aned si appellano alla Prefettura perché non dia l’autorizzazione alla marcia a Prato. E si prepara una mobilitazione contro la manifestazione di Remigrazione e riconquista con Sudd Cobas.
Remigrazione che dunque sbarca a Prato, dopo il contestato convegno su remigrazione di scena a Livorno alla vigilia delle regionali 2025 con il generale europarlamentare Roberto Vannacci, allora ancora vicesegretario Lega Salvini.
Matteo Biffoni, Pd consigliere regionale, che di Prato è stato sindaco 2014-2024: “Il 7 marzo non è una data qualunque. È il giorno in cui, nel 1944, i lavoratori di Prato scioperarono e sfidarono il nazifascismo per la libertà dell’Italia. Migliaia di loro pagarono con arresti, deportazioni e morte quella scelta.
Oggi, promuovere un’iniziativa basata sull’esclusione e sulla “remigrazione” proprio in quella data è un’offesa alla nostra storia e ai valori della Regione Toscana.
Sostenere la ‘remigrazione’ non significa solo proporre politiche anacronistiche, ma negare quel principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione e ribadito nel nostro Statuto regionale: solidarietà, diritti inviolabili e antifascismo sono i pilastri della nostra comunità.
Non c’è spazio per narrazioni che alimentano odio e discriminazione.
Aderiamo con forza all’appello di Anpi e Aned di Prato, che hanno chiesto di mobilitarsi e auspichiamo con loro che la Prefettura non dia l’autorizzazione a una tale manifestazione in contrasto con la Costituzione italiana”.
Simone Calamai, presidente della Provincia di Prato e sindaco di Montemurlo: “Esprimo la mia ferma e totale opposizione alla manifestazione “Remigrazione” annunciata per il prossimo 7 marzo.
Non è solo una questione di contenuti, che respingo con forza; è la scelta di questa data a rappresentare una ferita aperta e un’offesa intollerabile per tutto il nostro territorio.
Una memoria che non si calpesta.
Il 7 marzo non è un giorno qualunque. Per Prato, Medaglia d’argento al Valor Militare per la Resistenza, è una data importantissima. Nel 1944, proprio in quei giorni, centinaia di lavoratori pratesi e del resto della Provincia, vennero arrestati dai nazifascisti e deportati nei campi di sterminio a seguito degli scioperi. Celebrare l’esclusione proprio in questa ricorrenza è un insulto deliberato a chi ha sacrificato la vita per la nostra libertà.
Prato è accoglienza, non divisione
La nostra identità è l’esatto opposto dell’intolleranza.
Siamo cresciuti economicamente e socialmente grazie all’arrivo di cittadini da ogni parte d’Italia nel dopoguerra.
Siamo diventati un motore economico grazie all’integrazione di comunità da tutto il mondo.
Siamo, e resteremo sempre, una terra solidale e antifascista”.
Pd Toscana, segretario Emiliano Fossi: “Il 7 marzo ha un valore storico e civile profondo per il nostro Paese e per Prato: ricorda gli scioperi del 1944, una delle forme più importanti di resistenza civile e operaia contro il nazifascismo. La memoria storica non può essere piegata a narrazioni che alimentano paura, discriminazione o divisione tra le persone.
Ci associamo quindi all’appello rivolto alla Prefettura di Prato affinché valuti con estrema cautela la concessione dell’autorizzazione alla manifestazione “Remigrazione”, prevista per il 7 marzo, che rischia di ledere principi democratici condivisi e offendere la città.
E condividiamo la preoccupazione espressa dell’Anpi e dell’Aned di Prato: usare una giornata così carica di significato storico per promuovere iniziative fondate sull’esclusione e sulla contrapposizione rappresenta una grave distorsione della memoria collettiva.
Il confronto pubblico deve sempre rispettare i diritti umani, la Costituzione e i valori democratici su cui si fonda la Repubblica. Difendere la memoria significa difendere la democrazia.
Le istituzioni sono chiamate a custodire il significato autentico delle date del nostro calendario civile e a promuovere iniziative che rafforzino dialogo, memoria storica e rispetto reciproco”.
Sinistra Italiana Prato: “Prato è da sempre terra di incontro: prima tra italiani provenienti da altre regioni, poi tra popoli e comunità di ogni parte del mondo. È stata ed è un motore di integrazione, lavoro e sviluppo. Non può e non deve restare a guardare.
Le idee e le tesi che stanno alla base della cosiddetta “remigrazione” ripropongono visioni divisive e identitarie che la storia ha già sconfitto. Sono concetti superati dal tempo, dai fatti e dall’esperienza concreta di comunità come la nostra, che dimostrano ogni giorno come convivenza e pluralità siano una ricchezza, non una minaccia”.