AREZZO – Nell’ambito dell’attività della polizia volta alla prevenzione ed al contrasto della violenza in occasione di competizioni sportive, il questore della Provincia di Arezzo ha adottato, per alcuni recenti avvenimenti, due provvedimenti Daspo, di cui uno con obbligo di presentazione per la durata di cinque anni.
In particolare, quest’ultimo provvedimento è stato adottato a seguito degli episodi che hanno caratterizzato il post partita Aquila Montevarchi-Grosseto, disputatosi in data 18 gennaio allo stadio comunale Brilli Peri allorquando un sostenitore della squadra locale si è palesato nell’area dedicata al deflusso dei tifosi ospiti, iniziando ad inveire, gridare e gesticolare all’indirizzo degli stessi, mostrando loro una maglia del Livorno.
Il supporter è stato prontamente fermato ed identificato dalle forze dell’Oodine predisposte per il servizio di ordine pubblico, risultando già destinatario di un precedente Daspo a seguito di episodi analoghi.
L’altro provvedimento ha riguardato un dirigente accompagnatore di una squadra militante nel campionato di seconda categoria, resosi responsabile di aver infilato la bandierina all’interno dei pantaloncini dell’arbitro dopo che questi lo aveva espulso a seguito di contestazione.
Per tale condotta, tanto più censurabile in quanto commessa proprio da chi ricopre un ruolo di riferimento e di buon esempio per la compagine sportiva e dall’ampio risalto mediatico a livello locale e nazionale, al dirigente accompagnatore, oltre la squalifica del giudice sportivo, il questore di Arezzo ha disposto il divieto d’accesso su tutto il territorio nazionale ai luoghi in cui si svolgono le manifestazioni sportive di calcio per la durata di due anni.



